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    <title>FANTASTICO!</title>
    <link>https://scartafaccio.writeas.com/</link>
    <description>La newsletter dello Scartafaccio,&lt;br&gt; ogni mese un racconto.</description>
    <pubDate>Fri, 01 May 2026 20:23:13 +0000</pubDate>
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      <title>FANTASTICO!</title>
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      <title>FANTASTICO! #12 - maggio 2024</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature alla newsletter mensile, dove vi chiedo di immergervi con me in acque profonde e misteriose.&#xA;&#xA;Il tema del mese sono i pirati. Vi ricordo che avete tempo fino al 25 maggio per partecipare al contest di scrittura. Le regole: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a scartafacciamolo@gmail.com. Titolo del racconto e nome dell’autor\ dovranno essere presenti sia nel nome del file che all’interno del testo. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato su tutte le pagine del profilo (IG, Facebook, blog) e inviato a chi è iscritt\ alla newsletter.&#xA;&#xA;Bene. Ora venite con me. Apriamo questa porta. Oh, cigola.&#xA;&#xA;Ecco, lo vedete quel signore seduto là in fondo? Sì, quello con la barba che sembra che abbia 120 anni. Si chiama Marco e ha saputo che state cercando informazioni sulla storia della pirateria informatica. Si, lui c’era quando è arrivato il primo Napster. Ma sentiamo cosa ha da dirci.&#xA;&#xA;Per me è iniziato tutto con un computer con processore Pentium III 500Mghz.&#xA;&#xA;Cos’è un Pentium? In pratica un affare con una potenza di calcolo inferiore ad un Motorola StarTAC. Cos’è uno StarTAC? Lasciate perdere…&#xA;&#xA;Accendevo il computer, avviavo windows 95 e con Internet Explorer 4 si partiva.&#xA;&#xA;Il sito era uno solo. Il meglio, il santo Graal dei pirati. NAPSTER. Solo a pensare di averlo visto in azione mi viene ancora la pelle d’oca. Tutte quelle barre di download e upload che non finivano mai. 1, massimo 2 Kb alla volta. E pensare che di lì a poco sarebbe uscito Matrix. Ma che ne sapete voi….&#xA;&#xA;Il modem ci metteva dai 45 secondi al minuto per farti accedere on line. Una volta dentro e individuata la canzone che volevi scaricare ci volevano dai 10 ai 15 minuti per 5Mb.&#xA;&#xA;Non fate quella faccia… avete capito bene, non sono rincitrullito, solo molto vecchio.&#xA;&#xA;Come dici? Avrei fatto prima a comprarla? Ahahahahah, certo che avrei fatto prima! Ma così ero un pirata…&#xA;&#xA;Adesso sono stanco, andate a farvi un giro per il web e chiudete la porta uscendo. Cosa? Qual è l’indirizzo della porta? Machecazz…&#xA;&#xA;Ringraziamo mio marito Marco per questa testimonianza storica. Pensateci quando vi lamentate che dovete spippolare con le impostazioni della VPN per vedere i film gratis. Se ripenso alle madonne che dovevo tirare per impostare correttamente le porte del firewall per far girare bene eMule mi viene da piangere.&#xA;&#xA;Passiamo alle novità: sul blog è tutto fermo perché (attenzione, rullino i tamburi) sto lavorando al nuovo sito internet. Non ne vedo ancora la fine (non è il mio mestiere ma mi piace imparare cose nuove) ma spero di metterlo online nelle prossime settimane. Intanto sto scrivendo un po’ di recensioni che andranno online appena Casa Scartafaccio sarà pronta.&#xA;&#xA;Da ascoltare&#xA;&#xA;Heimat der Katastrophe, un gruppo musicale specializzato in Dungeon Synth (Grazie Agenzia Z). Qui la loro pagina Bandcamp. Vi consiglio di guardare il loro store su https://www.heimatderkatastrophe.com/&#xA;&#xA;Da leggere&#xA;&#xA;Elogio della pirateria, di Carlo Gubitosa. Un libricino un po’ datato, distribuito in Creative Commons, che parla di pirateria informatica e non.&#xA;&#xA;Da vedere&#xA;&#xA;Drake, il corsaro. Documentario di RAI Cultura in cui Alessandro Barbero ci racconta la vita di questo famoso pirata.&#xA;&#xA;E con questo è tutto. Vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione tramite PayPal (dai, non fatemi aprire un crowdfunding).&#xA;&#xA;Ci rileggiamo verso fine mese con il racconto vincitore. Se ti è piaciuta questa newsletter parlane con i tuoi amici e girala a chi ti va. Il bottone per iscriversi lo trovi nei link in bio su IG oppure andando in alto e cliccando il link nella mail. Forse il prossimo numero sarà già con il sistema nuovo, ma non preoccupatevi, verrete tutti migrati per tempo.&#xA;&#xA;Ciaooo!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature alla newsletter mensile, dove vi chiedo di immergervi con me in acque profonde e misteriose.</p>

<p>Il tema del mese sono <strong>i pirati</strong>. Vi ricordo che avete tempo fino al 25 maggio per partecipare al contest di scrittura. <strong>Le regole</strong>: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a <a href="mailto:scartafacciamolo@gmail.com" rel="nofollow">scartafacciamolo@gmail.com</a>. Titolo del racconto e nome dell’autor* dovranno essere presenti sia nel nome del file che all’interno del testo. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato su tutte le pagine del profilo (IG, Facebook, blog) e inviato a chi è iscritt* alla newsletter.</p>

<p>Bene. Ora venite con me. Apriamo questa porta. Oh, cigola.</p>

<p>Ecco, lo vedete quel signore seduto là in fondo? Sì, quello con la barba che sembra che abbia 120 anni. Si chiama Marco e ha saputo che state cercando informazioni sulla storia della pirateria informatica. Si, lui c’era quando è arrivato il primo Napster. Ma sentiamo cosa ha da dirci.</p>

<p><em>Per me è iniziato tutto con un computer con processore Pentium III 500Mghz.</em></p>

<p><em>Cos’è un Pentium? In pratica un affare con una potenza di calcolo inferiore ad un Motorola StarTAC. Cos’è uno StarTAC? Lasciate perdere…</em></p>

<p><em>Accendevo il computer, avviavo windows 95 e con Internet Explorer 4 si partiva.</em></p>

<p><em>Il sito era uno solo. Il meglio, il santo Graal dei pirati. NAPSTER. Solo a pensare di averlo visto in azione mi viene ancora la pelle d’oca. Tutte quelle barre di download e upload che non finivano mai. 1, massimo 2 Kb alla volta. E pensare che di lì a poco sarebbe uscito Matrix. Ma che ne sapete voi….</em></p>

<p><img src="https://i.snap.as/tPJBnVM3.png" alt=""/></p>

<p><em>Il modem ci metteva dai 45 secondi al minuto per farti accedere on line. Una volta dentro e individuata la canzone che volevi scaricare ci volevano dai 10 ai 15 minuti per 5Mb.</em></p>

<p><em>Non fate quella faccia… avete capito bene, non sono rincitrullito, solo molto vecchio.</em></p>

<p><em>Come dici? Avrei fatto prima a comprarla? Ahahahahah, certo che avrei fatto prima! Ma così ero un pirata…</em></p>

<p><em>Adesso sono stanco, andate a farvi un giro per il web e chiudete la porta uscendo. Cosa? Qual è l’indirizzo della porta? Machecazz…</em></p>

<p>Ringraziamo mio marito Marco per questa testimonianza storica. Pensateci quando vi lamentate che dovete spippolare con le impostazioni della VPN per vedere i film gratis. Se ripenso alle madonne che dovevo tirare per impostare correttamente le porte del firewall per far girare bene eMule mi viene da piangere.</p>

<p>Passiamo alle novità: sul blog è tutto fermo perché (attenzione, rullino i tamburi) sto lavorando al nuovo sito internet. Non ne vedo ancora la fine (non è il mio mestiere ma mi piace imparare cose nuove) ma spero di metterlo online nelle prossime settimane. Intanto sto scrivendo un po’ di recensioni che andranno online appena Casa Scartafaccio sarà pronta.</p>

<p><strong>Da ascoltare</strong></p>

<p>Heimat der Katastrophe, un gruppo musicale specializzato in Dungeon Synth (Grazie Agenzia Z). <a href="https://heimatderkatastrophe.bandcamp.com/" rel="nofollow">Qui la loro pagina Bandcamp</a>. Vi consiglio di guardare il loro store su <a href="https://www.heimatderkatastrophe.com/" rel="nofollow">https://www.heimatderkatastrophe.com/</a></p>

<p><strong>Da leggere</strong></p>

<p><a href="https://drive.google.com/file/d/1qrfqoY9p3NQW5OskL81oWe4RiBRUNyZj/view?usp=drive_link" rel="nofollow">Elogio della pirateria, di Carlo Gubitosa</a>. Un libricino un po’ datato, distribuito in Creative Commons, che parla di pirateria informatica e non.</p>

<p><strong>Da vedere</strong></p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=pWYEuv-iDAc" rel="nofollow">Drake, il corsaro</a>. Documentario di RAI Cultura in cui Alessandro Barbero ci racconta la vita di questo famoso pirata.</p>

<p>E con questo è tutto. Vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione <a href="https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio" rel="nofollow">tramite PayPal</a> (dai, non fatemi aprire un crowdfunding).</p>

<p>Ci rileggiamo verso fine mese con il racconto vincitore. Se ti è piaciuta questa newsletter parlane con i tuoi amici e girala a chi ti va. Il bottone per iscriversi lo trovi nei link in bio su IG oppure andando in alto e cliccando il link nella mail. Forse il prossimo numero sarà già con il sistema nuovo, ma non preoccupatevi, verrete tutti migrati per tempo.</p>

<p>Ciaooo!</p>
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      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-12-maggio-2024</guid>
      <pubDate>Tue, 14 May 2024 17:15:35 +0000</pubDate>
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      <title>Il racconto di aprile 2024</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature all’appuntamento del racconto del mese. &#xA;&#xA;Il tema era il viaggio, un tema che non è piaciuto a tutty. Sono arrivati infatti solo quattro racconti. Ma non importa quante storie mi arrivano, conta solo quanto mi diverto a leggerle. E io mi diverto sempre. &#xA;&#xA;Quindi grazie ancora a tutty per la partecipazione e avanti con il racconto vincitore.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Behemot, di Giuliano Olivotto &#xA;&#xA;Il mio nome è Nova13, e sono nata a bordo di una bio-nave pensante, il simbolo della supremazia dell’uomo su tutte le creature viventi. Non ho mai conosciuto la terraferma, né i raggi del sole o il vento sulla mia pelle. La mia esistenza è sempre stata scandita dal ronfare costante dell’enorme creatura ingegnerizzata che ci contiene e dal luccichio delle stelle attraverso le cupole cristalline dei pori che punteggiano il suo guscio bioluminescente.&#xA;&#xA;La Behemoth era unica nel suo genere, un progetto ambizioso, un tentativo di creare un&#39;astronave in simbiosi con il proprio equipaggio. I nostri corpi erano nutriti dalla linfa della nave, e in cambio, i prodotti di scarto che espellevamo alimentavano la sua esistenza e la sua propulsione. Eravamo un tutt&#39;uno, un organismo collettivo in viaggio verso un futuro incerto.&#xA;&#xA;La nostra destinazione era Proxima Centauri b, un pianeta simile a quello dei nostri padri biologici e che si credeva potesse ospitare la vita. Trovandosi a poco più di quattro anni luce dalla Terra, il viaggio era lungo: decenni di scivolamento nelle stringhe del vuoto interstellare. Per noi, nati durante il viaggio, la Behemoth era l&#39;unica realtà possibile. Non avevamo ricordi di un mondo lontano, solo storie tramandate di una culla blu chiamata Terra.&#xA;&#xA;Ci nutrivamo del fluido della madre, arricchendolo con i nostri metaboliti e saturando la coscienza collettiva della nave con i nostri pensieri e le nostre emozioni. Le nostre intelligenze erano unite a quelle artificiali. Ci allenavamo per mantenere i nostri corpi forti e flessibili per la manutenzione della nave. Eravamo giardinieri di una biosfera interna, coltivando e curando la flora che cresceva al centro della Behemoth.&#xA;&#xA;I segreti della bio-nave erano custoditi dagli Anziani, coloro che erano nati sulla Terra e ricordavano il tempo prima del viaggio. Vivevano incapsulati in strutture cristalline che proteggevano i loro corpi dagli effetti della navigazione. Erano loro a raccontarci storie di oceani sconfinati e foreste rigogliose. Ci parlavano di un cielo blu e di una stella calda che dava vita a tutto. Sapevano che non sarebbero sopravvissuti al viaggio.&#xA;&#xA;Man mano che ci avvicinavamo a Proxima Centauri b, l&#39;eccitazione cresceva. La possibilità di mettere piede su un pianeta solido, di respirare aria vera e di percepire un sole sulla pelle era un sogno che diventava realtà. Ma un&#39;inquietudine serpeggiava tra noi. Cosa avremmo trovato su quel pianeta?&#xA;&#xA;Il giorno dell&#39;atterraggio arrivò, finalmente. La Behemoth si accasciò delicatamente sulla superficie di Proxima Centauri b, aprendo un varco nel suo guscio bioluminescente. Era previsto che il suo viaggio terminasse così. Un&#39;aria fresca e pungente ci avvolse, e per la prima volta in vita mia, sentii il calore di una stella riscaldare la mia pelle.&#xA;&#xA;Il paesaggio che ci circondava era desolante. La terra era arida e rocciosa, con poche tracce di vegetazione. Un cielo plumbeo offuscava il sole, diffondendo una luce fioca e malaticcia. Non era il paradiso che ci aspettavamo.&#xA;&#xA;La delusione iniziale si trasformò presto in una tenace determinazione. Avevamo viaggiato per decenni per raggiungere questo pianeta, e non ci saremmo arresi di fronte alle difficoltà. Iniziammo a lavorare duramente per terraformare la superficie, a coltivare il terreno e a costruire un nuovo habitat.&#xA;&#xA;La Behemoth divenne il centro della nostra nuova comunità. La sua linfa nutriva le nostre coltivazioni e il suo guscio luminescente ci aiutava ad abituarci alle radiazioni del sole di Proxima Centauri b. La flora e la fauna coltivata nel viaggio si diffondeva rapidamente sulla superficie. La bio-nave era un simbolo di speranza e di rinascita in un mondo ostile con il quale si stava integrando.&#xA;&#xA;Nel corso degli anni, la nostra piccola comunità prosperò. Generazioni di nuovi nati crebbero sul pianeta. La Behemoth divenne la loro leggenda, la storia di un viaggio epico e di un nuovo inizio. La bio-nave però non esisteva più, si era integrata nella terra del nuovo mondo mentre le sue intelligenze artificiali continuavano a pensare. Non so come ma le percepivo.&#xA;&#xA;Io, Nova13, sono una delle custodi di questa leggenda. Racconto ai bambini le storie della Terra perduta e del coraggio dei nostri antenati. Insegno loro a prendersi cura della grande foresta che una volta è stata la Behemoth e a vivere in armonia con il pianeta.&#xA;&#xA;La nostra storia è una storia di speranza, di perseveranza e di amore per la vita. È la storia di un piccolo gruppo di persone che ha deciso di affrontare l&#39;ignoto e di costruire un futuro migliore. Eppure gli uomini che avevano pianificato di colonizzare Proxima Centauri b non avevano fatto i conti con il suo sole morente.&#xA;&#xA;Poi un giorno iniziarono a sbucare dal terreno grossi gusci punteggiati da pori ricoperti di cupole cristalline e compresi che non ci era stato detto tutto e che questa era stata solo una tappa. Richiamai a me tutti quanti, dovevamo rimetterci in viaggio.&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Giuliano Olivotto è uno scrittore italiano laureato in sociologia e appassionato di fantascienza e storie strane. È sposato, ha due figli e vive nelle Marche. Sempre alla ricerca di idee nuove per rendere la propria vita piacevole, significativa e a volte impegnativa, scrive, disegna e crea contenuti digitali che condivide sui propri profili social. Nel 2023 presenta un esperimento sci-fi-onirico tutto a colori composto da racconti brevi introdotti da immagini a tutta pagina e piccole graphic novels intitolato &#34;The Jelly Beans Experiment: Racconti super brevi e graphic novel in tanti gusti bizzarri e sci-fi&#34;.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature all’appuntamento del racconto del mese.</p>

<p>Il tema era il viaggio, un tema che non è piaciuto a tutty. Sono arrivati infatti solo quattro racconti. Ma non importa quante storie mi arrivano, conta solo quanto mi diverto a leggerle. E io mi diverto sempre.</p>

<p>Quindi grazie ancora a tutty per la partecipazione e avanti con il racconto vincitore.</p>



<h4 id="behemot-di-giuliano-olivotto" id="behemot-di-giuliano-olivotto">Behemot, di Giuliano Olivotto</h4>

<p>Il mio nome è Nova13, e sono nata a bordo di una bio-nave pensante, il simbolo della supremazia dell’uomo su tutte le creature viventi. Non ho mai conosciuto la terraferma, né i raggi del sole o il vento sulla mia pelle. La mia esistenza è sempre stata scandita dal ronfare costante dell’enorme creatura ingegnerizzata che ci contiene e dal luccichio delle stelle attraverso le cupole cristalline dei pori che punteggiano il suo guscio bioluminescente.</p>

<p>La Behemoth era unica nel suo genere, un progetto ambizioso, un tentativo di creare un&#39;astronave in simbiosi con il proprio equipaggio. I nostri corpi erano nutriti dalla linfa della nave, e in cambio, i prodotti di scarto che espellevamo alimentavano la sua esistenza e la sua propulsione. Eravamo un tutt&#39;uno, un organismo collettivo in viaggio verso un futuro incerto.</p>

<p>La nostra destinazione era Proxima Centauri b, un pianeta simile a quello dei nostri padri biologici e che si credeva potesse ospitare la vita. Trovandosi a poco più di quattro anni luce dalla Terra, il viaggio era lungo: decenni di scivolamento nelle stringhe del vuoto interstellare. Per noi, nati durante il viaggio, la Behemoth era l&#39;unica realtà possibile. Non avevamo ricordi di un mondo lontano, solo storie tramandate di una culla blu chiamata Terra.</p>

<p>Ci nutrivamo del fluido della madre, arricchendolo con i nostri metaboliti e saturando la coscienza collettiva della nave con i nostri pensieri e le nostre emozioni. Le nostre intelligenze erano unite a quelle artificiali. Ci allenavamo per mantenere i nostri corpi forti e flessibili per la manutenzione della nave. Eravamo giardinieri di una biosfera interna, coltivando e curando la flora che cresceva al centro della Behemoth.</p>

<p>I segreti della bio-nave erano custoditi dagli Anziani, coloro che erano nati sulla Terra e ricordavano il tempo prima del viaggio. Vivevano incapsulati in strutture cristalline che proteggevano i loro corpi dagli effetti della navigazione. Erano loro a raccontarci storie di oceani sconfinati e foreste rigogliose. Ci parlavano di un cielo blu e di una stella calda che dava vita a tutto. Sapevano che non sarebbero sopravvissuti al viaggio.</p>

<p>Man mano che ci avvicinavamo a Proxima Centauri b, l&#39;eccitazione cresceva. La possibilità di mettere piede su un pianeta solido, di respirare aria vera e di percepire un sole sulla pelle era un sogno che diventava realtà. Ma un&#39;inquietudine serpeggiava tra noi. Cosa avremmo trovato su quel pianeta?</p>

<p>Il giorno dell&#39;atterraggio arrivò, finalmente. La Behemoth si accasciò delicatamente sulla superficie di Proxima Centauri b, aprendo un varco nel suo guscio bioluminescente. Era previsto che il suo viaggio terminasse così. Un&#39;aria fresca e pungente ci avvolse, e per la prima volta in vita mia, sentii il calore di una stella riscaldare la mia pelle.</p>

<p>Il paesaggio che ci circondava era desolante. La terra era arida e rocciosa, con poche tracce di vegetazione. Un cielo plumbeo offuscava il sole, diffondendo una luce fioca e malaticcia. Non era il paradiso che ci aspettavamo.</p>

<p>La delusione iniziale si trasformò presto in una tenace determinazione. Avevamo viaggiato per decenni per raggiungere questo pianeta, e non ci saremmo arresi di fronte alle difficoltà. Iniziammo a lavorare duramente per terraformare la superficie, a coltivare il terreno e a costruire un nuovo habitat.</p>

<p>La Behemoth divenne il centro della nostra nuova comunità. La sua linfa nutriva le nostre coltivazioni e il suo guscio luminescente ci aiutava ad abituarci alle radiazioni del sole di Proxima Centauri b. La flora e la fauna coltivata nel viaggio si diffondeva rapidamente sulla superficie. La bio-nave era un simbolo di speranza e di rinascita in un mondo ostile con il quale si stava integrando.</p>

<p>Nel corso degli anni, la nostra piccola comunità prosperò. Generazioni di nuovi nati crebbero sul pianeta. La Behemoth divenne la loro leggenda, la storia di un viaggio epico e di un nuovo inizio. La bio-nave però non esisteva più, si era integrata nella terra del nuovo mondo mentre le sue intelligenze artificiali continuavano a pensare. Non so come ma le percepivo.</p>

<p>Io, Nova13, sono una delle custodi di questa leggenda. Racconto ai bambini le storie della Terra perduta e del coraggio dei nostri antenati. Insegno loro a prendersi cura della grande foresta che una volta è stata la Behemoth e a vivere in armonia con il pianeta.</p>

<p>La nostra storia è una storia di speranza, di perseveranza e di amore per la vita. È la storia di un piccolo gruppo di persone che ha deciso di affrontare l&#39;ignoto e di costruire un futuro migliore. Eppure gli uomini che avevano pianificato di colonizzare Proxima Centauri b non avevano fatto i conti con il suo sole morente.</p>

<p>Poi un giorno iniziarono a sbucare dal terreno grossi gusci punteggiati da pori ricoperti di cupole cristalline e compresi che non ci era stato detto tutto e che questa era stata solo una tappa. Richiamai a me tutti quanti, dovevamo rimetterci in viaggio.</p>

<hr/>

<p><strong>Giuliano Olivotto</strong> è uno scrittore italiano laureato in sociologia e appassionato di fantascienza e storie strane. È sposato, ha due figli e vive nelle Marche. Sempre alla ricerca di idee nuove per rendere la propria vita piacevole, significativa e a volte impegnativa, scrive, disegna e crea contenuti digitali che condivide sui propri profili social. Nel 2023 presenta un esperimento sci-fi-onirico tutto a colori composto da racconti brevi introdotti da immagini a tutta pagina e piccole graphic novels intitolato “The Jelly Beans Experiment: Racconti super brevi e graphic novel in tanti gusti bizzarri e sci-fi”.</p>
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      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-aprile-2024</guid>
      <pubDate>Tue, 30 Apr 2024 15:33:13 +0000</pubDate>
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      <title>FANTASTICO #11 - aprile 2024</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Buontutto creature e benvenute all’appuntamento mensile con la newsletter di Scartafaccio. Il mese scorso ho dato buca, ma aprile mi vede fresca e spigliata.&#xA;&#xA;Il tema del mese è il viaggio. Vi ricordo che avete tempo fino al 25 aprile per partecipare al contest di scrittura. Le regole: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a scartafacciamolo@gmail.com. Titolo del racconto e nome dell’autor\ dovranno essere presenti sia nel nome del file che all’interno del testo. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato su tutte le pagine del profilo (IG, Facebook, blog) e inviato a chi è iscritt\ alla newsletter.&#xA;&#xA;Bene, ora che ho adempiuto agli obblighi fatemi sfogare.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il turismo è una delle industrie più fiorenti e redditizie al mondo. Ma è sicuramente anche una delle più inquinanti. L’impatto che il turismo ha su ecosistemi fragili o, banalmente, città storiche è tremendo.&#xA;&#xA;C’è chi dice che è tutta colpa del turismo di massa. Ora che tutty possono permettersi di viaggiare (sottinteso: anche y povery) i posti più belli sono stati invasi! Anche y pezzenty possono fare il Grand Tour, dove andremo a finire signora mia. &#xA;&#xA;Proprio per sfuggire al rischio di dover avere a che fare il resto dell’umanità, la nuova élite mondiale - i superricchi - the billionaires hanno trovato nuovi sfoghi per la loro wanderlust: i viaggi spaziali. In questo modo il turismo torna al suo concetto primario: gente ricca e annoiata che va in posti esotici per cambiare aria e meravigliarsi.&#xA;&#xA;Sono molto curiosa su come si svilupperà in futuro il viaggio e il concetto di turismo. Finiremo come in Elysium)? Con i privilegiati a vivere lassù nel regno dei cieli mentre la povera gente si arrabatta in mezzo ai rifiuti tossici?&#xA;Passeremo al turismo virtuale perché il cambiamento climatico ci ridurrà a vivere sottoterra? Emigrazione di massa verso le stelle? Crollo del sistema capitalistico e avvento di una società solarpunk dove fare turismo consisterà nell’andare a trovare la fattoria solare accanto? Fatemi sapere cosa ne pensate, basta rispondere a questa mail.&#xA;&#xA;Un’osservazione: ogni mese mi arrabbio con il mondo editoriale nostrano. Ogni mese, infatti, scopro opere di autor\* imprescindibili che non sono disponibili in italiano. &#xA;&#xA;Facciamo l’esempio di Joanna Russ, considerata una delle più importanti scrittrici di fantascienza. Di suo attualmente troviamo su IBS solo un saggio sulla scrittura edito da Enciclopedia delle Donne e il romanzo La Barca. Il classico che avevo selezionato per il tema del mese, Picnic su Paradiso, è uscito per Urania nel 1986 e oggi risulta praticamente introvabile. Sgrunt.&#xA;&#xA;Ma, come detto, aprile mi vede motivata. Quindi a sorpresa tornano le rubrichette.&#xA;&#xA;Da vedere&#xA;Crowded out (su Youtube, sottotitoli automatici in italiano) è un breve documentario che parla degli effetti dell’overtourism.&#xA;&#xA;Da leggere&#xA;Oltre il turismo, Eris Edizioni (più diversi articoli sullo stesso argomento da parte dell’autrice su Internazionale)&#xA;&#xA;Da ascoltare &#xA;Le città invisibili, una produzione audio della Radio Svizzera Italiana che fa raccontare le città a chi le vive.&#xA;&#xA;E per finire vi lascio qualche aggiornamento sparso dai quattro angoli dello Scartafaccio:&#xA;&#xA;Ho scritto sul blog la recensione di La Resa di Vargas, un libro che mi ha ossessionato. Ho inoltre scritto tutto un delirio sulla storia dei blog e sul perché questo medium non dovrebbe morire.&#xA;&#xA;Su Facebook ogni tanto segnalo qualche evento interessante. Se vi va seguitemi.&#xA;&#xA;Inoltre, vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione tramite PayPal (dai, non fatemi aprire un crowdfunding).&#xA;&#xA;E con questo è (finalmente, direte) tutto. Ci leggiamo verso fine mese con il racconto vincitore. Se ti è piaciuta questa newsletter parlane con i tuoi amici e girala a chi ti va. Il bottone per iscriversi lo trovi nei link in bio su IG oppure andando in alto e cliccando il link nella mail.&#xA;&#xA;Ciaooo!&#xA;&#xA; ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Buontutto creature e benvenute all’appuntamento mensile con la newsletter di Scartafaccio. Il mese scorso ho dato buca, ma aprile mi vede fresca e spigliata.</p>

<p>Il tema del mese è il <strong>viaggio</strong>. Vi ricordo che avete tempo fino al 25 aprile per partecipare al contest di scrittura. Le regole: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a <a href="mailto:scartafacciamolo@gmail.com" rel="nofollow">scartafacciamolo@gmail.com</a>. Titolo del racconto e nome dell’autor* dovranno essere presenti sia nel nome del file che all’interno del testo. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato su tutte le pagine del profilo (IG, Facebook, blog) e inviato a chi è iscritt* alla newsletter.</p>

<p>Bene, ora che ho adempiuto agli obblighi fatemi sfogare.</p>



<p>Il turismo è una delle industrie più fiorenti e redditizie al mondo. Ma è sicuramente anche una delle più inquinanti. L’impatto che il turismo ha su ecosistemi fragili o, banalmente, città storiche è tremendo.</p>

<p>C’è chi dice che è tutta colpa del turismo di massa. Ora che tutty possono permettersi di viaggiare (sottinteso: anche y povery) i posti più belli sono stati invasi! Anche y pezzenty possono fare il Grand Tour, dove andremo a finire signora mia. </p>

<p>Proprio per sfuggire al rischio di dover avere a che fare il resto dell’umanità, la nuova élite mondiale – i superricchi – the billionaires hanno trovato nuovi sfoghi per la loro wanderlust: i viaggi spaziali. In questo modo il turismo torna al suo concetto primario: gente ricca e annoiata che va in posti esotici per cambiare aria e meravigliarsi.</p>

<p>Sono molto curiosa su come si svilupperà in futuro il viaggio e il concetto di turismo. Finiremo come in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elysium_(film_2013)" rel="nofollow">Elysium</a>? Con i privilegiati a vivere lassù nel regno dei cieli mentre la povera gente si arrabatta in mezzo ai rifiuti tossici?
Passeremo al turismo virtuale perché il cambiamento climatico ci ridurrà a vivere sottoterra? Emigrazione di massa verso le stelle? Crollo del sistema capitalistico e avvento di una società solarpunk dove fare turismo consisterà nell’andare a trovare la fattoria solare accanto? Fatemi sapere cosa ne pensate, basta rispondere a questa mail.</p>

<p>Un’osservazione: ogni mese mi arrabbio con il mondo editoriale nostrano. Ogni mese, infatti, scopro opere di autor* imprescindibili che non sono disponibili in italiano. </p>

<p>Facciamo l’esempio di Joanna Russ, considerata una delle più importanti scrittrici di fantascienza. Di suo attualmente troviamo su IBS solo un saggio sulla scrittura edito da Enciclopedia delle Donne e il romanzo La Barca. Il classico che avevo selezionato per il tema del mese, Picnic su Paradiso, è uscito per Urania nel 1986 e oggi risulta praticamente introvabile. Sgrunt.</p>

<p>Ma, come detto, aprile mi vede motivata. Quindi a sorpresa tornano le rubrichette.</p>

<p><strong>Da vedere</strong>
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=U-52L7hYQiE" rel="nofollow">Crowded out</a> (su Youtube, sottotitoli automatici in italiano) è un breve documentario che parla degli effetti dell’overtourism.</p>

<p><strong>Da leggere</strong>
<a href="https://www.erisedizioni.org/prodotto/oltre-il-turismo/" rel="nofollow">Oltre il turismo</a>, Eris Edizioni (più diversi articoli sullo stesso argomento da parte dell’autrice <a href="https://www.internazionale.it/tag/autori/sarah-gainsforth" rel="nofollow">su Internazionale</a>)</p>

<p><strong>Da ascoltare</strong>
<a href="https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/le-citta-invisibili/" rel="nofollow">Le città invisibili</a>, una produzione audio della Radio Svizzera Italiana che fa raccontare le città a chi le vive.</p>

<p>E per finire vi lascio qualche aggiornamento sparso dai quattro angoli dello Scartafaccio:</p>

<p>Ho scritto sul blog <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/2024/03/vargas-la-resa.html" rel="nofollow">la recensione di La Resa di Vargas</a>, un libro che mi ha ossessionato. Ho inoltre scritto <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/2024/02/blog-e-feed-reader.html" rel="nofollow">tutto un delirio sulla storia dei blog</a> e sul perché questo medium non dovrebbe morire.</p>

<p>Su Facebook ogni tanto segnalo qualche evento interessante. Se vi va seguitemi.</p>

<p>Inoltre, vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione <a href="https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio" rel="nofollow">tramite PayPal</a> (dai, non fatemi aprire un crowdfunding).</p>

<p>E con questo è (finalmente, direte) tutto. Ci leggiamo verso fine mese con il racconto vincitore. Se ti è piaciuta questa newsletter parlane con i tuoi amici e girala a chi ti va. Il bottone per iscriversi lo trovi nei link in bio su IG oppure andando in alto e cliccando il link nella mail.</p>

<p>Ciaooo!</p>

<p> </p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-11-aprile-2024</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Apr 2024 16:15:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il racconto di marzo 2024</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-marzo-2024?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature all’appuntamento con il racconto del mese dello Scartafaccio.&#xA;&#xA;Prima di tutto voglio scusarmi. Questo mese non ho scritto la consueta newsletter. Ci ho rimuginato sopra per giorni interni, ma quando alla fine ho realizzato che non avevo nulla di intelligente da dire, ho deciso che avrei lasciato perdere quel numero. Troverete in coda a questo racconto un paio di fonti interessanti per approfondire la vostra conoscenza sui draghi.&#xA;&#xA;Ma passiamo al racconto. Questo mese mi sono stati inviati ben dieci racconti. È già da un po’ che ho capito che i temi fantasy “tirano” di più e questo non ha fatto eccezione. Inoltre è stata alta, ben quattro racconti, anche la partecipazione femminile.&#xA;&#xA;Gli approcci al tema sono stati molto diversi tra loro. Vi sono stati racconti classici con gli stereotipi ribaltati, avventure urban fantasy, guerre un po’ steampunk. Sono state letture molto interessanti e anche il livello di scrittura è stato bello alto, considerato quanto sia piccolo questo contest.&#xA;&#xA;Ma passiamo al racconto vincitore:&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;I draghi non esistono, di Michele Borgogni&#xA;&#xA;“I draghi non esistono!” Giampaolo - forse sette anni - era infinitamente sicuro di sé. Se ne stava a guardarmi a braccia conserte, con un’espressione serissima e un po’ comica, sotto la zazzera bionda e gli occhialetti tondi che ricordavano quelli del maghetto di un’antica saga fantasy. “Sono una leggenda, una storia per bambini, tipo Babbo Natale, il Mostro Sotto il Letto, la Fatina dei Denti…”.&#xA;&#xA;“Non garantisco per Babbo Natale o il Mostro Sotto il Letto, ma ti assicuro che la Fatina…” Cominciai a rispondergli, ma mi interruppe, con una certa spocchia.&#xA;&#xA;“Guarda che non sono più un moccioso. I miei genitori mi stanno crescendo in maniera onesta ed obiettiva, senza frottole. Mi hanno spiegato che le fiabe e i babau sono dei simboli, figure inventate per indirizzare un bambino a comportarsi bene, a seguire gli insegnamenti degli adulti…”&#xA;&#xA;“Se sei tanto furbo dovresti sapere che il babau non è un simbolo, è un dolce…” provai a rimetterlo al suo posto con un mezzo sorrisino, ma mi gelò.&#xA;&#xA;“Quello semmai è il babà!”&#xA;&#xA;“Ah, già!” Che figuraccia, mi confondo sempre. “Ma sulla fatina, davvero, ho le prove!”&#xA;&#xA;“Sarà una mezza foto sfocata come quelle del mostro di Lochness…” Si voltò dall’altra parte con una mezza risatina.&#xA;&#xA;“Eh, no!” Cominciavo a offendermi. “Intanto tu mio cugino non lo prendi in giro, e poi, vieni con me!” Senza neanche controllare se mi stesse seguendo, imboccai il corridoio e mi diressi a grandi falcate verso il mio antro da letto. Mi fermai solo di fronte al mio giaciglio, e allora mi voltai.&#xA;&#xA;“Ecco, ne sei convinto, ora?” Alle mie spalle, però, non c’era nessuno. Spazientito, tornai sui miei passi. Giampaolo aveva effettivamente cominciato a seguirmi, ma era così lento che aveva appena lasciato l’antro da pranzo. “Allora, ti muovi?” Lo spronai.&#xA;&#xA;“Mica ho le gambe lunghe venti metri come le tue!” Si giustificò.&#xA;&#xA;“Ho le gambe lunghe perché sono un drago!” Puntualizzai.&#xA;&#xA;“I draghi non esistono.” Scosse la testa di nuovo. Sembrava gli facessi un po’ pena.&#xA;&#xA;“E allora come le giustifichi la mia statura imponente?” Chiesi con orgoglio.&#xA;&#xA;“Una forma di gigantismo.”&#xA;&#xA;“E la pelle verde e scagliosa?” Provai di nuovo.&#xA;&#xA;“Una brutta ittiosi, o più probabilmente un brutto costume.”&#xA;&#xA;“E il fatto che sputi fuoco?” Sbottai.&#xA;&#xA;“Un lanciafiamme perfettamente integrato nel costume.”&#xA;&#xA;“E il fatto che ti abbia rapito e ti abbia portato fin qui volando?” Pensai che non potesse non cedere. E invece…&#xA;&#xA;“Una simulazione in ambiente VR. Carina, ma neanche troppo realistica. Che poi, ecco, perché mi avresti rapito se sei davvero un drago? Lo sanno tutti che nelle fiabe i draghi rapiscono le principesse.”&#xA;&#xA;“Ma quella è una leggenda.” Sbuffai. “Cosa se ne dovrebbe fare un drago di una principessa? Intanto sono viziate, costosissime da mantenere, eppoi non posso mica sposarla. A me piacciono le draghesse.”&#xA;&#xA;“E allora perché non hai rapito una draghessa?”&#xA;&#xA;“Sono un gentildrago, le draghesse non si rapiscono: si conquistano con lettere d’amore, doni, mixtape in musicassetta…”&#xA;&#xA;“Mixche?”&#xA;&#xA;“Sei troppo giovane, non puoi capire.”&#xA;&#xA;“Boomer. Quindi vorresti regalarmi a una draghessa?”&#xA;&#xA;“No di certo. Le ho preso un braccialetto. Ti ho rapito perché voglio mangiarti.”&#xA;&#xA;“Mangiarmi?” Scoppiò a ridere. “Ma nessuno mangia più bambini dal 1989!”&#xA;&#xA;Non risposi neppure. Anche perché eravamo finalmente arrivati nell’antro da letto.&#xA;&#xA;“Ecco, guarda qui.” Indicai il mio giaciglio.&#xA;&#xA;“Cosa dovrei guardare?” Faceva ancora il duro, ma finalmente sembrava sorpreso dallo splendore di fronte ai suoi occhi. Oro, gioielli, tesori provenienti da ogni tempo. Se non si rimane stupiti di fronte al bottino di un drago…&#xA;&#xA;“Sotto il cuscino!”&#xA;&#xA;“Non vedo nessun cuscino!” Protestò.&#xA;&#xA;“Uso quel mucchio di monete d’oro come cuscino. Le vedi? Ecco. Qualche sera fa mi è caduto un dente, stavo mangiando una zuppa di tartarughe e mi ero dimenticato di togliere il guscio, un dolore... Ho messo il dentino sotto il cuscino e la mattina dopo non c’era più, ma al suo posto c’era un’altra moneta d’oro. Come lo spieghi?”&#xA;&#xA;“Ci sono monete d’oro ovunque, qui…” Allargò le braccia. “Come fai ad accorgerti se ce n’è una in più?”&#xA;&#xA;“Lo so e basta. Un drago sa sempre quante monete d’oro ci sono nel suo antro.”&#xA;&#xA;“E quante sarebbero, esattamente?”&#xA;&#xA;“Un milionequattrocentoventiduemilasettecentoventinove.”&#xA;&#xA;“E con tutti questi soldi non potresti andare al ristorante, invece che rapire un bambino per mangiarlo?” Mentre pronunciava la parola fece il gesto delle virgolette con le dita, come se ancora considerasse questa storia assurda.&#xA;&#xA;“Non mi sono certo procurato tutte queste monete per spenderle al ristorante…” Scossi il capo.&#xA;&#xA;“E allora per cosa?”&#xA;&#xA;“Collezionismo.”&#xA;&#xA;“Io colleziono minerali.”&#xA;&#xA;“Andresti d’accordo coi nani.”&#xA;&#xA;“I nani non esistono. Perlomeno, non quelli delle fiabe. Esistono persone affette da quello che comunemente viene detto “nanismo”, ma forse sarebbe meglio definirli “persone verticalmente svantaggiate, e…”&#xA;&#xA;“BASTA!”&#xA;&#xA;Lo abbrustolii con una fiammata.&#xA;&#xA;Era morbidissimo. Perfetto con il mio mal di denti. Ma la prossima volta mi sa che rapisco una principessa davvero.&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Michele Borgogni è uno scrittore. Fin da bambino si diverte a gettare le sue idee su carta, senza porsi paletti di generi, personaggi, ambientazioni. Ha scritto racconti e romanzi, horror e fantascienza, libri di ricette e romanzi sportivi sui dinosauri, storie di kebabbari nello spazio e ucronie storiche. Pubblica sia da indipendente che per case editrici, in particolare con Dark Abyss Edizioni.&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Ehilà. Se siete arrivati fin qui sotto avete proprio un interesse speciale per i draghi. Qui le due fondi promesse. &#xA;&#xA;Storia naturale dei draghi (in inglese)&#xA;&#xA;A book of creatures: un sito amatoriale che raccoglie informazioni su creature mitologiche corredata da bellissime illustrazioni (in inglese)&#xA;&#xA;E con questo è tutto. Se vi è piaciuta questa letterina fatela conoscere al mondo, inoltratela, stampatela. E soprattutto fatemelo sapere: basta rispondere alla mail. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature all’appuntamento con il racconto del mese dello Scartafaccio.</p>

<p>Prima di tutto voglio scusarmi. Questo mese non ho scritto la consueta newsletter. Ci ho rimuginato sopra per giorni interni, ma quando alla fine ho realizzato che non avevo nulla di intelligente da dire, ho deciso che avrei lasciato perdere quel numero. Troverete in coda a questo racconto un paio di fonti interessanti per approfondire la vostra conoscenza sui draghi.</p>

<p>Ma passiamo al racconto. Questo mese mi sono stati inviati ben dieci racconti. È già da un po’ che ho capito che i temi fantasy “tirano” di più e questo non ha fatto eccezione. Inoltre è stata alta, ben quattro racconti, anche la partecipazione femminile.</p>

<p>Gli approcci al tema sono stati molto diversi tra loro. Vi sono stati racconti classici con gli stereotipi ribaltati, avventure urban fantasy, guerre un po’ steampunk. Sono state letture molto interessanti e anche il livello di scrittura è stato bello alto, considerato quanto sia piccolo questo contest.</p>

<p>Ma passiamo al racconto vincitore:</p>



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<h3 id="i-draghi-non-esistono-di-michele-borgogni" id="i-draghi-non-esistono-di-michele-borgogni">I draghi non esistono, di Michele Borgogni</h3>

<p>“I draghi non esistono!” Giampaolo – forse sette anni – era infinitamente sicuro di sé. Se ne stava a guardarmi a braccia conserte, con un’espressione serissima e un po’ comica, sotto la zazzera bionda e gli occhialetti tondi che ricordavano quelli del maghetto di un’antica saga fantasy. “Sono una leggenda, una storia per bambini, tipo Babbo Natale, il Mostro Sotto il Letto, la Fatina dei Denti…”.</p>

<p>“Non garantisco per Babbo Natale o il Mostro Sotto il Letto, ma ti assicuro che la Fatina…” Cominciai a rispondergli, ma mi interruppe, con una certa spocchia.</p>

<p>“Guarda che non sono più un moccioso. I miei genitori mi stanno crescendo in maniera onesta ed obiettiva, senza frottole. Mi hanno spiegato che le fiabe e i babau sono dei simboli, figure inventate per indirizzare un bambino a comportarsi bene, a seguire gli insegnamenti degli adulti…”</p>

<p>“Se sei tanto furbo dovresti sapere che il babau non è un simbolo, è un dolce…” provai a rimetterlo al suo posto con un mezzo sorrisino, ma mi gelò.</p>

<p>“Quello semmai è il babà!”</p>

<p>“Ah, già!” Che figuraccia, mi confondo sempre. “Ma sulla fatina, davvero, ho le prove!”</p>

<p>“Sarà una mezza foto sfocata come quelle del mostro di Lochness…” Si voltò dall’altra parte con una mezza risatina.</p>

<p>“Eh, no!” Cominciavo a offendermi. “Intanto tu mio cugino non lo prendi in giro, e poi, vieni con me!” Senza neanche controllare se mi stesse seguendo, imboccai il corridoio e mi diressi a grandi falcate verso il mio antro da letto. Mi fermai solo di fronte al mio giaciglio, e allora mi voltai.</p>

<p>“Ecco, ne sei convinto, ora?” Alle mie spalle, però, non c’era nessuno. Spazientito, tornai sui miei passi. Giampaolo aveva effettivamente cominciato a seguirmi, ma era così lento che aveva appena lasciato l’antro da pranzo. “Allora, ti muovi?” Lo spronai.</p>

<p>“Mica ho le gambe lunghe venti metri come le tue!” Si giustificò.</p>

<p>“Ho le gambe lunghe perché sono un drago!” Puntualizzai.</p>

<p>“I draghi non esistono.” Scosse la testa di nuovo. Sembrava gli facessi un po’ pena.</p>

<p>“E allora come le giustifichi la mia statura imponente?” Chiesi con orgoglio.</p>

<p>“Una forma di gigantismo.”</p>

<p>“E la pelle verde e scagliosa?” Provai di nuovo.</p>

<p>“Una brutta ittiosi, o più probabilmente un brutto costume.”</p>

<p>“E il fatto che sputi fuoco?” Sbottai.</p>

<p>“Un lanciafiamme perfettamente integrato nel costume.”</p>

<p>“E il fatto che ti abbia rapito e ti abbia portato fin qui volando?” Pensai che non potesse non cedere. E invece…</p>

<p>“Una simulazione in ambiente VR. Carina, ma neanche troppo realistica. Che poi, ecco, perché mi avresti rapito se sei davvero un drago? Lo sanno tutti che nelle fiabe i draghi rapiscono le principesse.”</p>

<p>“Ma quella è una leggenda.” Sbuffai. “Cosa se ne dovrebbe fare un drago di una principessa? Intanto sono viziate, costosissime da mantenere, eppoi non posso mica sposarla. A me piacciono le draghesse.”</p>

<p>“E allora perché non hai rapito una draghessa?”</p>

<p>“Sono un gentildrago, le draghesse non si rapiscono: si conquistano con lettere d’amore, doni, mixtape in musicassetta…”</p>

<p>“Mixche?”</p>

<p>“Sei troppo giovane, non puoi capire.”</p>

<p>“Boomer. Quindi vorresti regalarmi a una draghessa?”</p>

<p>“No di certo. Le ho preso un braccialetto. Ti ho rapito perché voglio mangiarti.”</p>

<p>“Mangiarmi?” Scoppiò a ridere. “Ma nessuno mangia più bambini dal 1989!”</p>

<p>Non risposi neppure. Anche perché eravamo finalmente arrivati nell’antro da letto.</p>

<p>“Ecco, guarda qui.” Indicai il mio giaciglio.</p>

<p>“Cosa dovrei guardare?” Faceva ancora il duro, ma finalmente sembrava sorpreso dallo splendore di fronte ai suoi occhi. Oro, gioielli, tesori provenienti da ogni tempo. Se non si rimane stupiti di fronte al bottino di un drago…</p>

<p>“Sotto il cuscino!”</p>

<p>“Non vedo nessun cuscino!” Protestò.</p>

<p>“Uso quel mucchio di monete d’oro come cuscino. Le vedi? Ecco. Qualche sera fa mi è caduto un dente, stavo mangiando una zuppa di tartarughe e mi ero dimenticato di togliere il guscio, un dolore... Ho messo il dentino sotto il cuscino e la mattina dopo non c’era più, ma al suo posto c’era <em>un’altra</em> moneta d’oro. Come lo spieghi?”</p>

<p>“Ci sono monete d’oro ovunque, qui…” Allargò le braccia. “Come fai ad accorgerti se ce n’è una in più?”</p>

<p>“Lo so e basta. Un drago sa sempre quante monete d’oro ci sono nel suo antro.”</p>

<p>“E quante sarebbero, esattamente?”</p>

<p>“Un milionequattrocentoventiduemilasettecentoventinove.”</p>

<p>“E con tutti questi soldi non potresti andare al ristorante, invece che rapire un bambino per <em>mangiarlo</em>?” Mentre pronunciava la parola fece il gesto delle virgolette con le dita, come se ancora considerasse questa storia assurda.</p>

<p>“Non mi sono certo procurato tutte queste monete per spenderle al ristorante…” Scossi il capo.</p>

<p>“E allora per cosa?”</p>

<p>“Collezionismo.”</p>

<p>“Io colleziono minerali.”</p>

<p>“Andresti d’accordo coi nani.”</p>

<p>“I nani non esistono. Perlomeno, non quelli delle fiabe. Esistono persone affette da quello che comunemente viene detto “nanismo”, ma forse sarebbe meglio definirli “persone verticalmente svantaggiate, e…”</p>

<p>“BASTA!”</p>

<p>Lo abbrustolii con una fiammata.</p>

<p>Era morbidissimo. Perfetto con il mio mal di denti. Ma la prossima volta mi sa che rapisco una principessa davvero.</p>

<hr/>

<p><strong>Michele Borgogni</strong> è uno scrittore. Fin da bambino si diverte a gettare le sue idee su carta, senza porsi paletti di generi, personaggi, ambientazioni. Ha scritto racconti e romanzi, horror e fantascienza, libri di ricette e romanzi sportivi sui dinosauri, storie di kebabbari nello spazio e ucronie storiche. Pubblica sia da indipendente che per case editrici, in particolare con Dark Abyss Edizioni.</p>

<hr/>

<p>Ehilà. Se siete arrivati fin qui sotto avete proprio un interesse speciale per i draghi. Qui le due fondi promesse. </p>

<p><a href="https://www.amnh.org/exhibitions/mythic-creatures/dragons/natural-history-of-dragons" rel="nofollow">Storia naturale dei draghi (in inglese)</a></p>

<p><a href="https://abookofcreatures.com/category/dragons/" rel="nofollow">A book of creatures: un sito amatoriale che raccoglie informazioni su creature mitologiche corredata da bellissime illustrazioni (in inglese)</a></p>

<p>E con questo è tutto. Se vi è piaciuta questa letterina fatela conoscere al mondo, inoltratela, stampatela. E soprattutto fatemelo sapere: basta rispondere alla mail.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-marzo-2024</guid>
      <pubDate>Fri, 29 Mar 2024 07:29:17 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il racconto di febbraio 2024</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature.&#xA;&#xA;Avvicinatevi. Qui, accanto al fuoco. Voglio raccontarvi una storia.&#xA;&#xA;Questo mese abbiamo parlato di scienziat\ pazz\ ed è arrivato il momento di incoronare il racconto del mese.&#xA;&#xA;Quindi sedetevi comodi e venite a sentire la storia di…&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Schwarzthorn, di Alessandro Montoro&#xA;&#xA;Un boato, la luce, e poi il buio.&#xA;&#xA;La scarica elettrica termina. Il parafulmine è bruciato, ma sono certo di aver raggiunto il mio scopo.&#xA;&#xA;“Coraggio. Vivi, figlia mia!” Fisso l’ammasso di piccole membra, in attesa.&#xA;&#xA;L’odore dell’alcool è inebriante. La puzza di bruciato un po’ meno.&#xA;&#xA;Nel silenzio frastornante del mio laboratorio isolato tra le montagne svizzere, attendo. I miei sacrifici saranno serviti a qualcosa? La domanda mi consuma nel profondo.&#xA;&#xA;Sono il dottor Vittorio Schwarzthorn, e ho dedicato la mia vita a sfidare le barriere della scienza, a cercare risposte nei misteri più insondabili della vita.&#xA;&#xA;Come fece il grande dottor Frankenstein prima di me!&#xA;&#xA;Fa freddo. Le fornaci sono spente perché i miei servi sono a letto. Non posso chiedere loro di non dormire più, me ne rendo conto.&#xA;&#xA;Vedo una contrazione sul corpicino. Una mano ha mosso un dito? Non ne sono certo. O forse sì… non me lo sono sognato, è successo davvero!&#xA;&#xA;Grazie, eredità di Zeus. I fulmini sono i miei alleati, e la solitudine è la mia musa.&#xA;&#xA;Si muove, ruota il capo e gli occhi. Piango di gioia.&#xA;&#xA;Rebecca, un essere dalle fattezze umane, ma la cui esistenza è alimentata dalle forze stesse della filosofia naturale.&#xA;&#xA;Ho assemblato il suo corpo come un pupazzo, cercando di catturare l’essenza della vita nei suoi occhi di vetro e nella sua pelle color porcellana. Piccole parti, colte come erbe da bare bianche. Frutti caduti troppo prematuramente che io ho deciso di riutilizzare.&#xA;&#xA;Il cimitero del vicino villaggio mi sarà grato…&#xA;&#xA;Rebecca apre gli occhi, uno celeste, l’altro verde. Si agita.&#xA;&#xA;“Sei viva. Sei viva!” Continuo a gridare. Tiro gli occhiali protettivi a terra, sfilo i guanti e inizio a saltellare intorno al tavolo operatorio. Un tuono echeggia fuori, ma non mi interessa.&#xA;&#xA;I primi sussulti di coscienza attraversano la piccola assemblata. Mi trovo di fronte a un’opera che sfugge alla mia comprensione.&#xA;&#xA;“Sono libera” mormora. La piccola si volta e mi fissa negli occhi. “Slegami.” Articola le parole malamente.&#xA;&#xA;“Sì, piccola mia. Sei libera, ora.”&#xA;&#xA;La aiuto a scendere. Copro la forma nuda dell’infante ricucito con un abito fatto su misura per lei. Rosso e celeste, grazioso e pulito. Una bambina di otto anni tornata dal regno dei morti. E non crescerà mai.&#xA;&#xA;“Sei il mio papà?”&#xA;&#xA;Le sistemo i capelli con un nastro. “Sono il tuo creatore, quindi sì. Diciamo una specie di papà.”&#xA;&#xA;Da quel giorno divenne parte della mia vita.&#xA;&#xA; \\\*&#xA;&#xA;Sono passati dieci giorni dal grande esperimento di resurrezione. Rebecca mi segue ovunque, di giorno durante i miei studi, di sera nelle grandi sale del castello, di notte nelle camere buie.&#xA;&#xA;Nelle notti tempestose, però, la piccola si allontana. Erra tra i corridoi bui, sperimentando il mondo con occhi curiosi.&#xA;&#xA;In quelle giornate la consapevolezza della mia creazione artificiale mi assale, e inizio a dubitare delle mie motivazioni. La vita che ho donato è davvero una benedizione o una maledizione?&#xA;&#xA;Dio, se esiste, è d’accordo con quanto fatto?&#xA;&#xA;Mentre la relazione genitoriale tra me e Rebecca si complica, un’ombra oscura emerge dai recessi del mio passato.&#xA;&#xA;Un giorno mi ritrovo in biblioteca. Sfilo di fronte a uno scaffale impolverato e lo vedo: il libro da cui tutto è iniziato.&#xA;&#xA;Siedo e rileggo i diari di Frankenstein. Che i mostri siano ancora là fuori?&#xA;&#xA;Mi accorgo che la piccola mi fissa dal fondo della sala.&#xA;&#xA;Rebecca è il mio esperimento, è il riflesso di una tragedia sepolta.&#xA;&#xA;Quella sera qualcuno bussa alle porte del castello. I servi non ci sono. Siamo soli, io e la piccola resuscitata, nell’atrio pieno di dipinti e armature.&#xA;&#xA;Vado ad aprire e per poco non muoio d’infarto. Mostri dalle sembianze umane!&#xA;&#xA;“Chi siete?” domando, cercando di socchiudere l’anta. Invano. Una mano ricucita la blocca.&#xA;&#xA;Non ho armi, sono indifeso. Ho solo il terrore con me.&#xA;&#xA;“Siamo famiglia bambina.”&#xA;&#xA;“Cosa?” Sono incredulo. “Io sono la sua famiglia. Sono il suo papà!”&#xA;&#xA;“No. Noi come lei.”&#xA;&#xA;Mi volto. “Rebecca?” Guardo l’infante dalle membra come arlecchino. “Tu sei nata qui. Sono io la tua famiglia.”&#xA;&#xA;I mostri rispondono per lei. “No. Tu creatore. Noi famiglia.”&#xA;&#xA;Realizzo cosa sono quegli esseri. Sono abomini simili ad Rebecca, frutto degli esperimenti di altri scienziati.&#xA;&#xA;Realizzo che non sono solo nel mio desiderio di creare vita artificiale. Altri avranno letto i diari di Frankenstein, comprendendone i misteri.&#xA;&#xA;Il mio segreto è stato riscoperto da altri e ora i mostri di tutti vogliono la libertà.&#xA;&#xA;La bambina mi fissa con grandi occhi.&#xA;&#xA;Comprendo.&#xA;&#xA;“Se vuoi, puoi andare” dico all’infante.&#xA;&#xA;Una mano ricucita si allunga. Prende quella della piccola, e la trascina fuori dalla porta. I mostri mi fissano, ma non con sguardo ostile.&#xA;&#xA;Mi sembrano… grati.&#xA;&#xA;“Addio, papà.” dice Rebecca con un soffio di voce. Sorride. “E grazie.”&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Alessandro Montoro vive a Roma ed è un prolifico autore di fantascienza. Vince il premio Mondadori Urania Short nel 2022 con il racconto “La Causa Fantasma”. Pubblica nel 2023 il suo primo romanzo, “Gli Abissi dei Porci” e appare nella raccolta Mondadori Urania Millemondi 2023 con il racconto “La Musa Inquietante”. Potete leggere il suo secondo romanzo, “Planeto”, su Wattpad.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature.</p>

<p>Avvicinatevi. Qui, accanto al fuoco. Voglio raccontarvi una storia.</p>

<p>Questo mese abbiamo parlato di scienziat* pazz* ed è arrivato il momento di incoronare il racconto del mese.</p>

<p>Quindi sedetevi comodi e venite a sentire la storia di…</p>

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<h3 id="schwarzthorn-di-alessandro-montoro" id="schwarzthorn-di-alessandro-montoro">Schwarzthorn, di Alessandro Montoro</h3>

<p>Un boato, la luce, e poi il buio.</p>

<p>La scarica elettrica termina. Il parafulmine è bruciato, ma sono certo di aver raggiunto il mio scopo.</p>

<p>“Coraggio. Vivi, figlia mia!” Fisso l’ammasso di piccole membra, in attesa.</p>

<p>L’odore dell’alcool è inebriante. La puzza di bruciato un po’ meno.</p>

<p>Nel silenzio frastornante del mio laboratorio isolato tra le montagne svizzere, attendo. I miei sacrifici saranno serviti a qualcosa? La domanda mi consuma nel profondo.</p>

<p>Sono il dottor Vittorio Schwarzthorn, e ho dedicato la mia vita a sfidare le barriere della scienza, a cercare risposte nei misteri più insondabili della vita.</p>

<p>Come fece il grande dottor Frankenstein prima di me!</p>

<p>Fa freddo. Le fornaci sono spente perché i miei servi sono a letto. Non posso chiedere loro di non dormire più, me ne rendo conto.</p>

<p>Vedo una contrazione sul corpicino. Una mano ha mosso un dito? Non ne sono certo. O forse sì… non me lo sono sognato, è successo davvero!</p>

<p>Grazie, eredità di Zeus. I fulmini sono i miei alleati, e la solitudine è la mia musa.</p>

<p>Si muove, ruota il capo e gli occhi. Piango di gioia.</p>

<p>Rebecca, un essere dalle fattezze umane, ma la cui esistenza è alimentata dalle forze stesse della filosofia naturale.</p>

<p>Ho assemblato il suo corpo come un pupazzo, cercando di catturare l’essenza della vita nei suoi occhi di vetro e nella sua pelle color porcellana. Piccole parti, colte come erbe da bare bianche. Frutti caduti troppo prematuramente che io ho deciso di riutilizzare.</p>

<p>Il cimitero del vicino villaggio mi sarà grato…</p>

<p>Rebecca apre gli occhi, uno celeste, l’altro verde. Si agita.</p>

<p>“Sei viva. Sei viva!” Continuo a gridare. Tiro gli occhiali protettivi a terra, sfilo i guanti e inizio a saltellare intorno al tavolo operatorio. Un tuono echeggia fuori, ma non mi interessa.</p>

<p>I primi sussulti di coscienza attraversano la piccola assemblata. Mi trovo di fronte a un’opera che sfugge alla mia comprensione.</p>

<p>“Sono libera” mormora. La piccola si volta e mi fissa negli occhi. “Slegami.” Articola le parole malamente.</p>

<p>“Sì, piccola mia. Sei libera, ora.”</p>

<p>La aiuto a scendere. Copro la forma nuda dell’infante ricucito con un abito fatto su misura per lei. Rosso e celeste, grazioso e pulito. Una bambina di otto anni tornata dal regno dei morti. E non crescerà mai.</p>

<p>“Sei il mio papà?”</p>

<p>Le sistemo i capelli con un nastro. “Sono il tuo creatore, quindi sì. Diciamo una specie di papà.”</p>

<p>Da quel giorno divenne parte della mia vita.</p>

<p> ***</p>

<p>Sono passati dieci giorni dal grande esperimento di resurrezione. Rebecca mi segue ovunque, di giorno durante i miei studi, di sera nelle grandi sale del castello, di notte nelle camere buie.</p>

<p>Nelle notti tempestose, però, la piccola si allontana. Erra tra i corridoi bui, sperimentando il mondo con occhi curiosi.</p>

<p>In quelle giornate la consapevolezza della mia creazione artificiale mi assale, e inizio a dubitare delle mie motivazioni. La vita che ho donato è davvero una benedizione o una maledizione?</p>

<p>Dio, se esiste, è d’accordo con quanto fatto?</p>

<p>Mentre la relazione genitoriale tra me e Rebecca si complica, un’ombra oscura emerge dai recessi del mio passato.</p>

<p>Un giorno mi ritrovo in biblioteca. Sfilo di fronte a uno scaffale impolverato e lo vedo: il libro da cui tutto è iniziato.</p>

<p>Siedo e rileggo i diari di Frankenstein. Che i mostri siano ancora là fuori?</p>

<p>Mi accorgo che la piccola mi fissa dal fondo della sala.</p>

<p>Rebecca è il mio esperimento, è il riflesso di una tragedia sepolta.</p>

<p>Quella sera qualcuno bussa alle porte del castello. I servi non ci sono. Siamo soli, io e la piccola resuscitata, nell’atrio pieno di dipinti e armature.</p>

<p>Vado ad aprire e per poco non muoio d’infarto. Mostri dalle sembianze umane!</p>

<p>“Chi siete?” domando, cercando di socchiudere l’anta. Invano. Una mano ricucita la blocca.</p>

<p>Non ho armi, sono indifeso. Ho solo il terrore con me.</p>

<p>“Siamo famiglia bambina.”</p>

<p>“Cosa?” Sono incredulo. “Io sono la sua famiglia. Sono il suo papà!”</p>

<p>“No. Noi come lei.”</p>

<p>Mi volto. “Rebecca?” Guardo l’infante dalle membra come arlecchino. “Tu sei nata qui. Sono io la tua famiglia.”</p>

<p>I mostri rispondono per lei. “No. Tu creatore. Noi famiglia.”</p>

<p>Realizzo cosa sono quegli esseri. Sono abomini simili ad Rebecca, frutto degli esperimenti di altri scienziati.</p>

<p>Realizzo che non sono solo nel mio desiderio di creare vita artificiale. Altri avranno letto i diari di Frankenstein, comprendendone i misteri.</p>

<p>Il mio segreto è stato riscoperto da altri e ora i mostri di tutti vogliono la libertà.</p>

<p>La bambina mi fissa con grandi occhi.</p>

<p>Comprendo.</p>

<p>“Se vuoi, puoi andare” dico all’infante.</p>

<p>Una mano ricucita si allunga. Prende quella della piccola, e la trascina fuori dalla porta. I mostri mi fissano, ma non con sguardo ostile.</p>

<p>Mi sembrano… grati.</p>

<p>“Addio, papà.” dice Rebecca con un soffio di voce. Sorride. “E grazie.”</p>

<hr/>

<p><strong>Alessandro Montoro</strong> vive a Roma ed è un prolifico autore di fantascienza. Vince il premio Mondadori Urania Short nel 2022 con il racconto “La Causa Fantasma”. Pubblica nel 2023 il suo primo romanzo, “Gli Abissi dei Porci” e appare nella raccolta Mondadori Urania Millemondi 2023 con il racconto “La Musa Inquietante”. Potete leggere il suo secondo romanzo, “Planeto”, su Wattpad.</p>
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      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-febbraio-2024</guid>
      <pubDate>Tue, 27 Feb 2024 20:18:23 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>FANTASTICO #10 - febbraio 2024</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-10-febbraio-2024?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature nell’edizione di febbraio della newsletter dello Scartafaccio.&#xA;&#xA;Il tema del mese è scienziat\ pazz\ e vi ricordo che avete tempo fino al 25 febbraio per partecipare al contest di scrittura. Le regole sono sempre le solite: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a scartafacciamolo@gmail.com. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato sulle pagine del profilo e inviato agli iscritti della newsletter. Tutti i partecipanti avranno comunque da parte mia un’opinione ™ sul loro racconto. Dai che ci divertiamo. &#xA;&#xA;Ma passiamo alla ciccia.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Lo scienziato pazzo è un tropo (o traslato) che abita la letteratura fantastica fin dall’Ottocento. È stata Mary Wollstonecraft Shelley a inventarlo, con la creazione di Frankenstein nell’omonima opera. Seguirono poi i vari Dr. Moreau, Dr. Jekyll e compagnia danzante. Ma ha ancora senso la figura dell\ scienziat\ pazz\* oggi?&#xA;&#xA;Guardando le notizie sembra proprio di sì.&#xA;&#xA;È di questi giorni l’annuncio che Neuralink, l’azienda di Elon Musk (o, come mi piace chiamarlo, l’Hank Scorpio della vita vera) ha impiantato il suo primo chip in un volontario umano, dopo i numerosi test su cavie animali che hanno scandalizzato mezzo mondo. Lo scopo di questi dispositivi dovrebbe essere, in futuro, di potenziare le abilità umane e permettere l’interfacciamento diretto con i computer.&#xA;&#xA;Il transumanesimo è quella corrente di pensiero che vorrebbe aumentare le capacità fisiche e mentali del genere umano per (facciamola breve) sconfiggere la morte. Perché di questo si parla: la nuova fonte dell’eterna giovinezza, tanto cara agli antichi alchimisti, oggi sono le scoperte scientifiche. Quindi si buttano milioni di milioni in ricerche sulla migrazione della mente sul cloud, sulla crionica e sulle nanotecnologie mentre il pianeta sta nemmeno tanto lentamente morendo. Ma tanto siamo destinati a conquistare lo spazio, quindi vaffanculo l’ecosistema terrestre.&#xA;&#xA;Ma non è solo la scienza ad avere un problema di ricercatori con un superego; anche la filosofia non se la passa benissimo. Il lungotermismo è infatti una nuova corrente filosofica, sposata da un mucchio di gente che ha troppi privilegi e una paura fottuta di perderli, che afferma che la sopravvivenza a lunghissimo termine dell’umanità è più importante di qualsiasi cosa, anche delle maggiori cause di mortalità odierne. Ne ha parlato in maniera approfondita Andrea Daniele Signorelli su il Tascabile. Per chi volesse, ne parla anche nel suo podcast Crash, con due puntate dedicate (Parte 1 e Parte 2).&#xA;&#xA;Ma per tornare a un tono più leggero, gli scienziati pazzi moderni possono essere anche terribilmente divertenti: la biografia di John McAfee (sì, quell’McAfee) è esilarante (nel modo più sbagliato possibile) e Alexandre Abian, importante professore di matematica, è diventato famoso per aver proposto di far saltare in aria la luna per mettere un freno al cambiamento climatico.&#xA;&#xA;Vi lascio qualche aggiornamento sparso dai quattro angoli dello Scartafaccio:&#xA;&#xA;Ho scritto la recensione di Povere creature!, il libro fenomeno del momento.&#xA;&#xA;Su Facebook ho iniziato a pubblicare qualche esercizio di scrittura.&#xA;&#xA;Inoltre, vi ricordo che, se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione tramite PayPal.&#xA;&#xA;E con questo è tutto. Ci risentiamo con il racconto del mese di febbraio. &#xA;&#xA;Saluti. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature nell’edizione di febbraio della newsletter dello Scartafaccio.</p>

<p>Il tema del mese è scienziat* pazz* e vi ricordo che avete tempo fino al 25 febbraio per partecipare al contest di scrittura. Le regole sono sempre le solite: 5&#39;000 battute, genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror, weird e tutto quello che ci sta in mezzo) da inviare a <a href="mailto:scartafacciamolo@gmail.com" rel="nofollow">scartafacciamolo@gmail.com</a>. Il racconto che mi colpirà maggiormente sarà pubblicato sulle pagine del profilo e inviato agli iscritti della newsletter. Tutti i partecipanti avranno comunque da parte mia un’<em>opinione</em> ™ sul loro racconto. Dai che ci divertiamo.</p>

<p>Ma passiamo alla ciccia.</p>



<p>Lo scienziato pazzo è un tropo (o traslato) che abita la letteratura fantastica fin dall’Ottocento. È stata Mary Wollstonecraft Shelley a inventarlo, con la creazione di Frankenstein nell’omonima opera. Seguirono poi i vari Dr. Moreau, Dr. Jekyll e compagnia danzante. Ma ha ancora senso la figura dell* scienziat* pazz* oggi?</p>

<p>Guardando le notizie sembra proprio di sì.</p>

<p>È di questi giorni l’annuncio che Neuralink, l’azienda di Elon Musk (o, come mi piace chiamarlo, l’<a href="https://www.youtube.com/watch?v=8Ew78KThLOY" rel="nofollow">Hank Scorpio</a> della vita vera) <a href="https://www.ilpost.it/2024/01/30/neuralink-primo-impianto-essere-umano/" rel="nofollow">ha impiantato il suo primo chip</a> in un volontario umano, dopo i numerosi test su cavie animali che <a href="https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/neuralink-di-elon-musk-e-sotto-indagine-ha-fatto-soffrire-centinaia-di-animali-con-i-suoi-test/" rel="nofollow">hanno scandalizzato mezzo mondo</a>. Lo scopo di questi dispositivi dovrebbe essere, in futuro, di potenziare le abilità umane e permettere l’interfacciamento diretto con i computer.</p>

<p>Il transumanesimo è quella corrente di pensiero che vorrebbe aumentare le capacità fisiche e mentali del genere umano per (facciamola breve) sconfiggere la morte. Perché di questo si parla: la nuova fonte dell’eterna giovinezza, tanto cara agli antichi alchimisti, oggi sono le scoperte scientifiche. Quindi si buttano milioni di milioni in ricerche sulla migrazione della mente sul cloud, sulla <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2016/11/18/funziona-crioconservazione/" rel="nofollow">crionica</a> e sulle nanotecnologie mentre il pianeta sta nemmeno tanto lentamente morendo. Ma tanto siamo destinati a conquistare lo spazio, quindi vaffanculo l’ecosistema terrestre.</p>

<p>Ma non è solo la scienza ad avere un problema di ricercatori con un superego; anche la filosofia non se la passa benissimo. Il lungotermismo è infatti una nuova corrente filosofica, sposata da un mucchio di gente che ha troppi privilegi e una paura fottuta di perderli, che afferma che la sopravvivenza a lunghissimo termine dell’umanità è più importante di qualsiasi cosa, anche delle maggiori cause di mortalità odierne. <a href="https://www.iltascabile.com/scienze/lungotermismo/" rel="nofollow">Ne ha parlato in maniera approfondita Andrea Daniele Signorelli su il Tascabile</a>. Per chi volesse, ne parla anche nel suo podcast Crash, con due puntate dedicate (<a href="https://pod.link/1648307366/episode/e70bb92eb7bffe372d2dfbe35d460a55" rel="nofollow">Parte 1</a> e <a href="https://pod.link/1648307366/episode/dd8862cc3596b9cd5231d1806e785a72" rel="nofollow">Parte 2</a>).</p>

<p>Ma per tornare a un tono più leggero, gli scienziati pazzi moderni possono essere anche terribilmente divertenti: la biografia di John McAfee (sì, quell’McAfee) <a href="https://www.wired.it/attualita/tech/2021/06/24/mcafee-vita-antivirus-fuga-epstein-qanon/" rel="nofollow">è esilarante</a> (nel modo più sbagliato possibile) e Alexandre Abian, importante professore di matematica, è diventato famoso per aver proposto di <a href="https://tech.everyeye.it/notizie/incredibile-storia-professore-voleva-distruggere-luna-armi-nucleari-582419.html" rel="nofollow">far saltare in aria la luna</a> per mettere un freno al cambiamento climatico.</p>

<p>Vi lascio qualche aggiornamento sparso dai quattro angoli dello Scartafaccio:</p>

<p>Ho scritto la <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/2024/02/e-candle-oltre-al-nostro-fidanzamento.html" rel="nofollow">recensione di Povere creature!</a>, il libro fenomeno del momento.</p>

<p>Su Facebook ho iniziato a <a href="https://www.facebook.com/scartafaccio/posts/365276132924625" rel="nofollow">pubblicare qualche esercizio di scrittura</a>.</p>

<p>Inoltre, vi ricordo che, se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione <a href="https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio" rel="nofollow">tramite PayPal</a>.</p>

<p>E con questo è tutto. Ci risentiamo con il racconto del mese di febbraio.</p>

<p>Saluti.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-10-febbraio-2024</guid>
      <pubDate>Sun, 18 Feb 2024 18:33:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il racconto di gennaio 2024</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-gennaio-2024?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature per il consueto appuntamento del racconto del mese. &#xA;&#xA;Prima di tutto un annuncio tecnico: da questo mese i racconti del mese potete trovarli anche sul mio blog. &#xA;&#xA;Gennaio ha visto arrivare nella mia casella email ben 6 racconti da parte di cinque autory diversy, di cui uno che non aveva mai partecipato al contest. &#xA;&#xA;Il racconto vincitore mi ha convinto prima di tutto perché è una gran bella storia, in secondo luogo perché ho visto l’impegno dell’autrice e il miglioramento nella sua scrittura. Quindi ora vi invito nella soffitta di…&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Ildegarda sotto il letto, di Chiara Nizzi&#xA;&#xA;In soffitta c’era un vecchio letto senza molle.&#xA;&#xA;Sotto il letto, c’era un’antica strega senza lingua.&#xA;&#xA;Strisciava lì sotto, mordendo le gambe di legno a zampa di leone. I bambini avevano visto i segni dei denti, articolati e contorti come antiche scritture maledette.&#xA;&#xA;Era così che avevano scoperto l’inquilina abusiva.&#xA;&#xA;«Saranno stati i topi, scemi!» li rimbeccava Samantha che aveva sedici anni.&#xA;&#xA;Ma Tommaso, Francesca e il piccolo Filippo sapevano bene che le persone della sua età meritano ben poco credito quando si tratta di queste faccende. Ci tengono troppo alla considerazione altrui per vedere le cose come stanno.&#xA;&#xA;La mamma, che non si capiva bene cosa pensasse, era comunque di questo avviso:&#xA;&#xA;«Non andate mai in soffitta da soli! Magari la strega non c’è, ma non voglio che vi accada nulla di male.»&#xA;&#xA;I bambini andavano in soffitta ogni volta che potevano, senza fare rumore o accendere la luce.&#xA;&#xA;Tommaso si accucciava sul letto con una macchina fotografica usa e getta e una torcia, sperando di beccare la strega mentre rosicchiava una gamba del letto.&#xA;&#xA;Francesca rimaneva vicino all’uscio e sussurrava storie alla strega, senza mai guardare in direzione del letto.&#xA;&#xA;Il piccolo Filippo, gattonando di buona lena, si recava in soffitta solo quando trovava la porta aperta per sbaglio. Spiava nello spiraglio e scrutava nel buio con i suoi occhi tondi, acuti come quelli dei gatti. Essendo stato l’ultimo ad abbandonare il ventre materno trovava accoglienti i posti oscuri, umidi e caldi.&#xA;&#xA;Tutti e tre, comunque, tenevano sempre la porta aperta.&#xA;&#xA;«Una strega in soffitta? – diceva quell’amico irritante di papà, quando veniva a cena – Ah, ma sicuro! Quella strega… non andate su a sporcarvi troppo spesso, ragazzi, o la megera vi strapperà la lingua per infilarla al posto della sua!»&#xA;&#xA;E faceva l’occhiolino verso i loro genitori come se si trattasse di uno scherzo spassosissimo.&#xA;&#xA;Francesca, per la verità, sarebbe stata curiosa di assistere al procedimento. Aveva persino pensato di sacrificare uno dei suoi fratellini. Magari Filippo, che tanto non sapeva ancora parlare. Oppure proprio l’irritante amico di papà. Ma non c’era mai stata una buona occasione.&#xA;&#xA;Fino alla sera della tempesta di neve.&#xA;&#xA;Samantha era a un pigiama party e mamma in viaggio di lavoro quando il contatore saltò.&#xA;&#xA;Appena papà era arrivato con una torcia in mano, dicendo: «Vado a controllare il contatore, ci metterò un po’…», i bambini avevano capito che era giunto il momento.&#xA;&#xA;Avevano aspettato che il papà sparisse, poi tutti e tre, insieme per la prima volta, avevano salito le scale della soffitta tenendosi per mano. La porta era aperta. Un lucore di luna piena proveniente dall’interno ne bagnava la soglia.&#xA;&#xA;Entrando, videro che proveniva da quello che di solito era l’angolo più buio, più sporco e dove il tetto era più spiovente: là li attendeva il letto senza molle, coperto soltanto da un lenzuolo grigiastro e tarmato che riluceva come il mantello di un fantasma.&#xA;&#xA;Francesca si avvicinò e bussò rispettosamente sul materasso, inspirando l’aria rancida intorno a loro. L’unico rumore udibile rimase quello dei loro respiri intrecciati nel buio, fino a quando la porta si chiuse con uno schianto e una mano invisibile girò la chiave. Per lo meno, Francesca avrebbe giurato di averla sentita raschiare nella toppa.&#xA;&#xA;Rimasero immobili nell’oscurità rischiarata a malapena da quel lucore lunare.&#xA;&#xA;Un cigolio e un fruscio li avvisarono che la strega stava strisciando agilmente sul letto.&#xA;&#xA;Due occhi ciechi si spalancarono nell’oscurità.&#xA;&#xA;Ildegarda era seduta sul suo trono tarmato e loro, come sudditi obbedienti, si accucciarono per terra al suo cospetto.&#xA;&#xA;«Ciao!» disse Francesca per rompere il ghiaccio.&#xA;&#xA;«In tanti ci hanno detto che non esisti…» continuò Tommaso.&#xA;&#xA;Filippo strillò tutto contento.&#xA;&#xA;«Già, possiamo vedere cosa c’è sotto il tuo letto?»&#xA;&#xA;Per un istante, pensarono che solo un silenzio regale avrebbe accolto quelle richieste.&#xA;&#xA;Di colpo, la bocca della strega si spalancò, nera e vuota come l’imboccatura di un pozzo o i cancelli di un castello. Enorme.&#xA;&#xA;Sempre più enorme.&#xA;&#xA;Ancora di più.&#xA;&#xA;Infine i bambini udirono chiaramente una voce sibilare nelle loro teste:&#xA;&#xA;«Avanti! Entrate, se vi aggrada, perché io sono l’ingresso. Attraverso di me passa la via per un altro mondo…»&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Chiara ha studiato lingue e editoria all&#39;università con l&#39;idea di leggere quanti più libri possibile in lingua originale.&#xA;Lavora in una casa editrice e occupa il suo tempo libero con viaggi e avventure (sia reali che fantastici, inventati da altri o da lei stessa).]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature per il consueto appuntamento del racconto del mese.</p>

<p>Prima di tutto un annuncio tecnico: da questo mese i racconti del mese potete <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/p/ildegarda-sotto-il-letto-di-chiara-nizzi.html" rel="nofollow">trovarli anche sul mio blog</a>.</p>

<p>Gennaio ha visto arrivare nella mia casella email ben 6 racconti da parte di cinque autory diversy, di cui uno che non aveva mai partecipato al contest.</p>

<p>Il racconto vincitore mi ha convinto prima di tutto perché è una gran bella storia, in secondo luogo perché ho visto l’impegno dell’autrice e il miglioramento nella sua scrittura. Quindi ora vi invito nella soffitta di…</p>

<hr/>

<h3 id="ildegarda-sotto-il-letto-di-chiara-nizzi" id="ildegarda-sotto-il-letto-di-chiara-nizzi">Ildegarda sotto il letto, di Chiara Nizzi</h3>

<p>In soffitta c’era un vecchio letto senza molle.</p>

<p>Sotto il letto, c’era un’antica strega senza lingua.</p>

<p>Strisciava lì sotto, mordendo le gambe di legno a zampa di leone. I bambini avevano visto i segni dei denti, articolati e contorti come antiche scritture maledette.</p>

<p>Era così che avevano scoperto l’inquilina abusiva.</p>

<p>«Saranno stati i topi, scemi!» li rimbeccava Samantha che aveva sedici anni.</p>

<p>Ma Tommaso, Francesca e il piccolo Filippo sapevano bene che le persone della sua età meritano ben poco credito quando si tratta di queste faccende. Ci tengono troppo alla considerazione altrui per vedere le cose come stanno.</p>

<p>La mamma, che non si capiva bene cosa pensasse, era comunque di questo avviso:</p>

<p>«Non andate mai in soffitta da soli! Magari la strega non c’è, ma non voglio che vi accada nulla di male.»</p>

<p>I bambini andavano in soffitta ogni volta che potevano, senza fare rumore o accendere la luce.</p>

<p>Tommaso si accucciava sul letto con una macchina fotografica usa e getta e una torcia, sperando di beccare la strega mentre rosicchiava una gamba del letto.</p>

<p>Francesca rimaneva vicino all’uscio e sussurrava storie alla strega, senza mai guardare in direzione del letto.</p>

<p>Il piccolo Filippo, gattonando di buona lena, si recava in soffitta solo quando trovava la porta aperta per sbaglio. Spiava nello spiraglio e scrutava nel buio con i suoi occhi tondi, acuti come quelli dei gatti. Essendo stato l’ultimo ad abbandonare il ventre materno trovava accoglienti i posti oscuri, umidi e caldi.</p>

<p>Tutti e tre, comunque, tenevano sempre la porta aperta.</p>

<p>«Una strega in soffitta? – diceva quell’amico irritante di papà, quando veniva a cena – Ah, ma sicuro! <em>Quella</em> strega… non andate su a sporcarvi troppo spesso, ragazzi, o la megera vi strapperà la lingua per infilarla al posto della sua!»</p>

<p>E faceva l’occhiolino verso i loro genitori come se si trattasse di uno scherzo spassosissimo.</p>

<p>Francesca, per la verità, sarebbe stata curiosa di assistere al procedimento. Aveva persino pensato di sacrificare uno dei suoi fratellini. Magari Filippo, che tanto non sapeva ancora parlare. Oppure proprio l’irritante amico di papà. Ma non c’era mai stata una buona occasione.</p>

<p>Fino alla sera della tempesta di neve.</p>

<p>Samantha era a un pigiama party e mamma in viaggio di lavoro quando il contatore saltò.</p>

<p>Appena papà era arrivato con una torcia in mano, dicendo: «Vado a controllare il contatore, ci metterò un po’…», i bambini avevano capito che era giunto il momento.</p>

<p>Avevano aspettato che il papà sparisse, poi tutti e tre, insieme per la prima volta, avevano salito le scale della soffitta tenendosi per mano. La porta era aperta. Un lucore di luna piena proveniente dall’interno ne bagnava la soglia.</p>

<p>Entrando, videro che proveniva da quello che di solito era l’angolo più buio, più sporco e dove il tetto era più spiovente: là li attendeva il letto senza molle, coperto soltanto da un lenzuolo grigiastro e tarmato che riluceva come il mantello di un fantasma.</p>

<p>Francesca si avvicinò e bussò rispettosamente sul materasso, inspirando l’aria rancida intorno a loro. L’unico rumore udibile rimase quello dei loro respiri intrecciati nel buio, fino a quando la porta si chiuse con uno schianto e una mano invisibile girò la chiave. Per lo meno, Francesca avrebbe giurato di averla sentita raschiare nella toppa.</p>

<p>Rimasero immobili nell’oscurità rischiarata a malapena da quel lucore lunare.</p>

<p>Un cigolio e un fruscio li avvisarono che la strega stava strisciando agilmente sul letto.</p>

<p>Due occhi ciechi si spalancarono nell’oscurità.</p>

<p>Ildegarda era seduta sul suo trono tarmato e loro, come sudditi obbedienti, si accucciarono per terra al suo cospetto.</p>

<p>«Ciao!» disse Francesca per rompere il ghiaccio.</p>

<p>«In tanti ci hanno detto che non esisti…» continuò Tommaso.</p>

<p>Filippo strillò tutto contento.</p>

<p>«Già, possiamo vedere cosa c’è sotto il tuo letto?»</p>

<p>Per un istante, pensarono che solo un silenzio regale avrebbe accolto quelle richieste.</p>

<p>Di colpo, la bocca della strega si spalancò, nera e vuota come l’imboccatura di un pozzo o i cancelli di un castello. Enorme.</p>

<p>Sempre più enorme.</p>

<p>Ancora di più.</p>

<p>Infine i bambini udirono chiaramente una voce sibilare nelle loro teste:</p>

<p>«<em>Avanti! Entrate, se vi aggrada, perché io sono l’ingresso. Attraverso di me passa la via per un altro mondo…</em>»</p>

<hr/>

<p><strong>Chiara</strong> ha studiato lingue e editoria all&#39;università con l&#39;idea di leggere quanti più libri possibile in lingua originale.
Lavora in una casa editrice e occupa il suo tempo libero con viaggi e avventure (sia reali che fantastici, inventati da altri o da lei stessa).</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-gennaio-2024</guid>
      <pubDate>Sun, 28 Jan 2024 17:21:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>FANTASTICO #9 - gennaio 2024</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-9-gennaio-2024?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Benvenute creature in questa prima confusionaria newsletter dell’anno.&#xA;&#xA;Il mio 2024 è cominciato con un sacco di confusione e insoddisfazione.&#xA;Devo essere onesta: seminare contenuti ai quattro angoli del web mi manda ai matti. Instagram, newsletter, blog, Kofi. Per il mio cervellino volubile tutto questo è insostenibile.&#xA;&#xA;Verranno intrapresi correttivi. Probabilmente nascerà un vero sito, con un vero servizio newsletter (avete sentito che Substack ha un problemino di nazisti?) e con la possibilità di ampliare, modificare, ottimizzare i contenuti come e quanto voglio. Ma ne riparleremo verso metà anno.&#xA;&#xA;Il tema del mese di gennaio per il contest di scrittura di Scartafaccio è “Streghe” e vi ricordo che avete tempo fino al 25 gennaio per inviarmi le vostre storie di massimo 5&#39;000 battute all’indirizzo scartafacciamolo@gmail.com&#xA;&#xA;Per il resto, essendo io incostante ed essendo gennaio un mese oggettivamente di merda, faccio saltare le consuete rubrichine in cui vi consiglio letture, ascolti e visioni. Poi si vedrà se tornano. Speriamo.&#xA;&#xA;Ma!&#xA;&#xA;Sul blog sono stata stranamente produttiva e ho pubblicato non una, ma ben due recensioni. Una dedicata al mio sempiterno amore Terry Pratchett e il suo Streghe all’Opera, l’altra che parla dell’ultima fatica di quei pazzi squinternati di Agenzia Z.&#xA;&#xA;Tra l’altro, la mia insoddisfazione mi ha portato a rimestare nella grafica del blog, ora mi piace molto di più. Potete iscrivervi tramite feed RSS, lo sapete vero?&#xA;&#xA;Lentamente sto anche migrando nel blog i racconti vincitori dei vari contest, di modo da dargli una casa un pelo più seria. Write.as - lo strumento che uso per inviarvi questa mia - è un progetto fantastico, ma il suo essere una one-man-band è limitante. L’intero baraccone è gestito da un tizio che fa tutto (anche l’assistenza) e l’altro mese gli è morto il cane, quindi merita tutta la mia comprensione, ma credo che presto partirò per altri lidi.&#xA;&#xA;Con il 2024 è iniziato anche il mio boicottaggio di GoodReads. Siamo onesti: fa cagare. Amazon l’ha comprato e non ha più mosso un dito. L’interfaccia è uno schifo e la parte social è zoppicante a dir poco. Quindi da gennaio trovate tutti i miei aggiornamenti di lettura su Lore, un nuovo social dedicato alla lettura affiliato al Fediverso (giuro che un giorno ne parlo meglio di questo Fediverso). Mi farebbe un sacco piacere vedervi anche lì. Dai che più siamo, più ci divertiamo.&#xA;&#xA;E con questo è tutto.&#xA;&#xA;Vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione tramite PayPal.&#xA;&#xA;Un caro saluto.&#xA;&#xA;Stella dello Scartafaccio.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benvenute creature in questa prima confusionaria newsletter dell’anno.</p>

<p>Il mio 2024 è cominciato con un sacco di confusione e insoddisfazione.
Devo essere onesta: seminare contenuti ai quattro angoli del web mi manda ai matti. Instagram, newsletter, blog, Kofi. Per il mio cervellino volubile tutto questo è insostenibile.</p>

<p>Verranno intrapresi correttivi. Probabilmente nascerà un vero sito, con un vero servizio newsletter (<a href="https://www.ilpost.it/2024/01/17/substack-crisi-contenuti-neonazisti/?homepagePosition=4" rel="nofollow">avete sentito che Substack ha un problemino di nazisti</a>?) e con la possibilità di ampliare, modificare, ottimizzare i contenuti come e quanto voglio. Ma ne riparleremo verso metà anno.</p>

<p>Il tema del mese di gennaio per il contest di scrittura di Scartafaccio è “Streghe” e vi ricordo che avete tempo fino al 25 gennaio per inviarmi le vostre storie di massimo 5&#39;000 battute all’indirizzo <a href="mailto:scartafacciamolo@gmail.com" rel="nofollow">scartafacciamolo@gmail.com</a></p>

<p>Per il resto, essendo io incostante ed essendo gennaio un mese oggettivamente di merda, faccio saltare le consuete rubrichine in cui vi consiglio letture, ascolti e visioni. Poi si vedrà se tornano. Speriamo.</p>

<p>Ma!</p>

<p>Sul blog sono stata stranamente produttiva e ho pubblicato non una, ma ben due recensioni. Una dedicata al mio sempiterno amore <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/2024/01/normal-0-14-false-false-false-it-ch-x.html" rel="nofollow">Terry Pratchett e il suo Streghe all’Opera</a>, l’altra che parla dell’ultima fatica di <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/2024/01/turno-di-notte-volume-1-di-scaglie-di.html" rel="nofollow">quei pazzi squinternati di Agenzia Z</a>.</p>

<p>Tra l’altro, la mia insoddisfazione mi ha portato a rimestare nella grafica del blog, ora mi piace molto di più. Potete iscrivervi tramite feed RSS, lo sapete vero?</p>

<p>Lentamente sto anche migrando nel blog i racconti vincitori dei vari contest, di modo da dargli una casa un pelo più seria. Write.as – lo strumento che uso per inviarvi questa mia – è un progetto fantastico, ma il suo essere una one-man-band è limitante. L’intero baraccone è gestito da un tizio che fa tutto (anche l’assistenza) e l’altro mese gli è morto il cane, quindi merita tutta la mia comprensione, ma credo che presto partirò per altri lidi.</p>

<p>Con il 2024 è iniziato anche il mio boicottaggio di GoodReads. Siamo onesti: fa cagare. Amazon l’ha comprato e non ha più mosso un dito. L’interfaccia è uno schifo e la parte social è zoppicante a dir poco. <a href="https://lore.livellosegreto.it/user/Scartafaccio" rel="nofollow">Quindi da gennaio trovate tutti i miei aggiornamenti di lettura su Lore</a>, un nuovo social dedicato alla lettura affiliato al Fediverso (giuro che un giorno ne parlo meglio di questo Fediverso). Mi farebbe un sacco piacere vedervi anche lì. Dai che più siamo, più ci divertiamo.</p>

<p><img src="https://i.snap.as/PMeWSd4Y.png" alt=""/></p>

<p>E con questo è tutto.</p>

<p>Vi ricordo che se volete pagarmi un caffè, una pizzetta, o l’hosting del sito che verrà potete farmi una donazione <a href="https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio" rel="nofollow">tramite PayPal</a>.</p>

<p>Un caro saluto.</p>

<p>Stella dello Scartafaccio.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-9-gennaio-2024</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jan 2024 20:48:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>FANTASTICO #8, dicembre 2023</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-8-dicembre-2023?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Carissime creature, &#xA;&#xA;benvenute nella newsletter di dicembre che è un frutto della frustrazione e della stanchezza. Il calendario dell’avvento è finito, abbiamo messo alla porta i festeggiamenti natalizi ed è ora di fare i conti.&#xA;&#xA;L’intenzione primigenia di questa edizione doveva essere fare una ricapitolazione del primo anno «pieno» di Scartafaccio, dove avrei snocciolato cifre, impressioni, entusiasmi.&#xA;&#xA;Ma sono arrivata alla fine dell’anno completamente esausta.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Facciamo finta per un attimo e cominciamo con le cose belle:&#xA;&#xA;Il 2023 per lo Scartafaccio è stato un anno un po’ monco ma entusiasmante. Mi ero fatta tutta un film sulla nuova impostazione del profilo Instagram, ma come spesso è il caso, ho ingranato solo verso marzo, quando finalmente sono partiti i contest di scrittura. Voglio ancora una volta ringraziare Feduzzi per l’aiuto che mi ha dato nell’impostare i modelli dei post e per i consigli utili per il mio “branding”.&#xA;&#xA;In totale per i dieci mesi (con pausa estiva e disavventure varie) mi avete mandato ben 43 racconti, esclusi quelli per il calendario dell’avvento. &#xA;&#xA;Otto di questi racconti, quelli che avevano come tema “Terra 2073” sono stati confezionati con amore e consegnati all’etere con un bel fiocco in forma di ezine. È stata una sfida per me produrre questo primo prodotto editoriale ma ne sono molto orgogliosa. Se non l’avete ancora letta, ve la lascio qui.&#xA;&#xA;Quando vi ho chiesto cosa vi avesse lasciato Scartafaccio in questo 2023 le testimonianze sono state bellissime:&#xA;&#xA;“Scartafaccio mi ha convinto a scrivere due mini racconti”&#xA;“Scartafaccio mi ha convinto a scrivere dopo tanto tempo che non lo facevo”&#xA;“Scartafaccio mi ha convinto a dedicare regolarmente tempo alla scrittura e approcciarmi allo studio della tecnica”&#xA;“I tuoi spunti di scrittura (su Mastodon) mi aiutano sempre tantissimo”&#xA;&#xA;E niente, cosa posso dirvi? Sono commossa.&#xA;&#xA;E voglio che lo scopo di questo progetto continui a essere questo: motivare e aiutare a coltivare la passione della scrittura, consigliare ottime letture e sostenere il genere fantastico.&#xA;&#xA;Ora passiamo alle lamentele sparse:&#xA;&#xA;Se ne parla un po’ ovunque e anch’io mi devo dire veramente stanca del sistema «Social Media». &#xA;Ne ho già parlato: l’algoritmo punitivo, l’autocensura che edulcora il linguaggio, la spinta a essere presenti, performativi e sempre produttivi.&#xA;&#xA;Sono su internet dagli inizi del 2000 e ho visto molte evoluzioni: prima dei social c’erano i forum, le chat, i blog. Si mandavano SMS ed email. I discorsi erano approfonditi, argomentati e il confronto era educato, onesto e basato sulla netiquette. Ok, non mancavano polemichette e flame, ma era comunque un posto più sano. &#xA;&#xA;Ora siamo tutti più o meno costretti ad aggirarci in un immaginario centro commerciale pieno di negozi, dovendo urlare per farci sentire dai nostri peers. &#xA;Se non fai i video non avrai mai la diffusione che hanno quelli che li fanno, se fai le grafichette non avrai mai la visibilità di coloro che fanno foto artistiche piene di props scintillanti.&#xA;&#xA;In questo primo anno e mezzo di Scartafaccio ho aperto un profilo Instagram. Poi ho aperto una newsletter perché mi sembrava un buon modo per scrivere cose un po’ più strutturate. Poi ho aperto un blog per le recensioni perché mi dava fastidio che le caption di IG erano limitate a 2200 caratteri quando io volevo invece argomentare in maniera più solida le mie impressioni. &#xA;&#xA;Questi strumenti resteranno anche nel 2024 e verranno potenziati (spero soprattutto il blog). Da parte vostra chiedo lo sforzo di peregrinare in giro per il web e dare un po’ di amore anche al di fuori di IG. Ci sono ottimi Patreon là fuori. E ottimi blog. Ci sono ancora dei forum molto utili (penso a Ultima Pagina). &#xA;&#xA;Bisogna tornare a costruire una conversazione al di fuori delle dinamiche commerciali. A tal proposito vi ricordo anche che potete rispondere direttamente a questa email. Oppure scrivermi quando volete a scartafacciamolo@gmail.com.&#xA;&#xA;Vi lascio qui i recapiti dove trovarmi/trovarci:&#xA;&#xA;Blog: scartafacciamolo.blogspot.com (qui potete commentare con il vostro account google, facilissimo)&#xA;&#xA;Livello Segreto (istanza Mastdon che assomiglia a Twitter): @scartafaccio@livellosegreto.it&#xA;&#xA;Lore (istanza BookWyrm che sostituisce ottimamente GoodReads): lore.livellosegreto.it/user/Scartafaccio&#xA;&#xA;Facebook (se proprio dovete, ma sappiate che lo seguo pochissimo)&#xA;&#xA;E se volete farmi un’offerta con PayPal potete farlo: https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio&#xA;&#xA;(Sì, chiuderò Ko-Fi. A parte le commissioni che si ciuccia , non ha senso tenere aperto un altro fronte quando fornisco già numerosi contenuti)&#xA;&#xA;E con questo è tutto. Spero di non avervi annoiati. Se volete farmi sapere cosa ne pensate di tutto questo discorso sullo stare online e parlare di libri al di fuori dei discorsi commerciali e performativi potete rispondere qui oppure scrivermi oppure mandarmi dei DM oppure mandarmi dei piccioni viaggiatori. Fremo in attesa delle vostre opinioni. &#xA;&#xA;Grazie ancora per tutto il vostro supporto. &#xA;&#xA;Ci risentiamo nel 2024. Buon anno, creature!&#xA;&#xA; ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Carissime creature,</p>

<p>benvenute nella newsletter di dicembre che è un frutto della frustrazione e della stanchezza. Il calendario dell’avvento è finito, abbiamo messo alla porta i festeggiamenti natalizi ed è ora di fare i conti.</p>

<p>L’intenzione primigenia di questa edizione doveva essere fare una ricapitolazione del primo anno «pieno» di Scartafaccio, dove avrei snocciolato cifre, impressioni, entusiasmi.</p>

<p>Ma sono arrivata alla fine dell’anno completamente esausta.</p>



<p>Facciamo finta per un attimo e cominciamo con le cose belle:</p>

<p>Il 2023 per lo Scartafaccio è stato un anno un po’ monco ma entusiasmante. Mi ero fatta tutta un film sulla nuova impostazione del profilo Instagram, ma come spesso è il caso, ho ingranato solo verso marzo, quando finalmente sono partiti i contest di scrittura. Voglio ancora una volta ringraziare <a href="https://www.instagram.com/_feduzzi/" rel="nofollow">Feduzzi</a> per l’aiuto che mi ha dato nell’impostare i modelli dei post e per i consigli utili per il mio “branding”.</p>

<p>In totale per i dieci mesi (con pausa estiva e disavventure varie) mi avete mandato ben 43 racconti, esclusi quelli per il calendario dell’avvento.</p>

<p>Otto di questi racconti, quelli che avevano come tema “Terra 2073” sono stati confezionati con amore e consegnati all’etere con un bel fiocco in forma di ezine. È stata una sfida per me produrre questo primo prodotto editoriale ma ne sono molto orgogliosa. Se non l’avete ancora letta, <a href="https://drive.google.com/file/d/1znEGB3l2YsSkgFMehtLfcDitBkaQWQmx/view" rel="nofollow">ve la lascio qui.</a></p>

<p>Quando vi ho chiesto cosa vi avesse lasciato Scartafaccio in questo 2023 le testimonianze sono state bellissime:</p>

<p>“Scartafaccio mi ha convinto a scrivere due mini racconti”
“Scartafaccio mi ha convinto a scrivere dopo tanto tempo che non lo facevo”
“Scartafaccio mi ha convinto a dedicare regolarmente tempo alla scrittura e approcciarmi allo studio della tecnica”
“I tuoi spunti di scrittura (su Mastodon) mi aiutano sempre tantissimo”</p>

<p>E niente, cosa posso dirvi? Sono commossa.</p>

<p>E voglio che lo scopo di questo progetto continui a essere questo: motivare e aiutare a coltivare la passione della scrittura, consigliare ottime letture e sostenere il genere fantastico.</p>

<p>Ora passiamo alle lamentele sparse:</p>

<p>Se ne parla un po’ ovunque e anch’io mi devo dire veramente stanca del sistema «Social Media».
Ne ho già parlato: l’algoritmo punitivo, l’autocensura che edulcora il linguaggio, la spinta a essere presenti, performativi e sempre produttivi.</p>

<p>Sono su internet dagli inizi del 2000 e ho visto molte evoluzioni: prima dei social c’erano i forum, le chat, i blog. Si mandavano SMS ed email. I discorsi erano approfonditi, argomentati e il confronto era educato, onesto e basato sulla netiquette. Ok, non mancavano polemichette e flame, ma era comunque un posto più sano.</p>

<p>Ora siamo tutti più o meno costretti ad aggirarci in un immaginario centro commerciale pieno di negozi, dovendo urlare per farci sentire dai nostri peers.
Se non fai i video non avrai mai la diffusione che hanno quelli che li fanno, se fai le grafichette non avrai mai la visibilità di coloro che fanno foto artistiche piene di props scintillanti.</p>

<p>In questo primo anno e mezzo di Scartafaccio ho aperto un profilo Instagram. Poi ho aperto una newsletter perché mi sembrava un buon modo per scrivere cose un po’ più strutturate. Poi ho aperto un blog per le recensioni perché mi dava fastidio che le caption di IG erano limitate a 2200 caratteri quando io volevo invece argomentare in maniera più solida le mie impressioni.</p>

<p>Questi strumenti resteranno anche nel 2024 e verranno potenziati (spero soprattutto il blog). Da parte vostra chiedo lo sforzo di peregrinare in giro per il web e dare un po’ di amore anche al di fuori di IG. Ci sono ottimi Patreon là fuori. E ottimi blog. Ci sono ancora dei forum molto utili (penso a <a href="https://ultimapagina.net/forum/" rel="nofollow">Ultima Pagina</a>).</p>

<p>Bisogna tornare a costruire una conversazione al di fuori delle dinamiche commerciali. A tal proposito vi ricordo anche che potete rispondere direttamente a questa email. Oppure scrivermi quando volete a <a href="mailto:scartafacciamolo@gmail.com" rel="nofollow">scartafacciamolo@gmail.com</a>.</p>

<p>Vi lascio qui i recapiti dove trovarmi/trovarci:</p>

<p>Blog: <a href="https://scartafacciamolo.blogspot.com/" rel="nofollow">scartafacciamolo.blogspot.com</a> (qui potete commentare con il vostro account google, facilissimo)</p>

<p>Livello Segreto (istanza Mastdon che assomiglia a Twitter): <a href="https://livellosegreto.it/@scartafaccio" rel="nofollow"><a href="/@/scartafaccio@livellosegreto.it" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>scartafaccio@livellosegreto.it</span></a></a></p>

<p>Lore (istanza BookWyrm che sostituisce ottimamente GoodReads): <a href="https://lore.livellosegreto.it/user/Scartafaccio/" rel="nofollow">lore.livellosegreto.it/user/Scartafaccio</a></p>

<p><a href="https://www.facebook.com/scartafaccio" rel="nofollow">Facebook</a> (se proprio dovete, ma sappiate che lo seguo pochissimo)</p>

<p>E se volete farmi un’offerta con PayPal potete farlo: <a href="https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio" rel="nofollow">https://www.paypal.com/paypalme/scartafaccio</a></p>

<p>(Sì, chiuderò Ko-Fi. A parte le commissioni che si ciuccia , non ha senso tenere aperto un altro fronte quando fornisco già numerosi contenuti)</p>

<p>E con questo è tutto. Spero di non avervi annoiati. Se volete farmi sapere cosa ne pensate di tutto questo discorso sullo stare online e parlare di libri al di fuori dei discorsi commerciali e performativi potete rispondere qui oppure scrivermi oppure mandarmi dei DM oppure mandarmi dei piccioni viaggiatori. Fremo in attesa delle vostre opinioni.</p>

<p>Grazie ancora per tutto il vostro supporto.</p>

<p>Ci risentiamo nel 2024. Buon anno, creature!</p>

<p> </p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://scartafaccio.writeas.com/fantastico-8-dicembre-2023</guid>
      <pubDate>Sun, 31 Dec 2023 09:53:18 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il racconto di novembre 2023</title>
      <link>https://scartafaccio.writeas.com/il-racconto-di-novembre-2023?pk_campaign=rss-feed</link>
      <description>&lt;![CDATA[Salve creature e benvenute al racconto del mese. &#xA;Prima di passare alla parte gustosa, voglio ricordarvi che dal 1. dicembre riparte il favoloso calendario dell’avvento weird dello Scartafaccio. &#xA;24 racconti da tutti gli angoli del fantastico. Ci sono ancora posti disponibili, quindi se avete 1’000 battute che vi avanzano, mandatemele direttamente per DM su Instagram.&#xA;&#xA;Ma ora spazio al racconto del mese.&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;La danza selvaggia, di Sara Lepore&#xA;&#xA;Esseri celati dietro a maschere mostruose risalgono la via maestra, tra risate, schiamazzi e il tintinnio inquietante dei campanacci. Vengo travolto da quella folla di lupi, orsi, caproni e creature dalle fattezze spaventose. Anche io ho una maschera, ma non ricordo di averla indossata. So solo che il respiro caldo mi rimbalza sulle guance e si lascia dietro uno strato umidiccio.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Senza rendermene conto mi ritrovo a camminare tra la nebbia e scorgo il vecchio Karl, fermo immobile ad un angolo.&#xA;&#xA;«Karl! Non mi aspettavo di vederti!» L’anziano sgrana gli occhi e mi sorride di rimando, visibilmente meravigliato. Il suo incarnato è pallido come la luna.&#xA;&#xA; «Nemmeno io me lo aspettavo!»&#xA;&#xA;Stelline nere sbocciano davanti ai miei occhi e cerco di acchiapparle, ma ondeggio sulle gambe malferme. Mi gratto la nuca, confuso. «Credevo fossi morto il mese scorso!» Scoppio a ridere, ma  Karl mi rivolge un cenno del capo e si infila lesto in una stretta viuzza, inghiottito dalle tenebre.&#xA;&#xA;Incerto, riprendo la mia marcia controcorrente, ma non ricordo più dove ero diretto. Infilo la mano nella tasca del cappotto ed estraggo un involto di carta cerata: contiene funghi ambrati, scuriti dall’essiccazione. Le sghembe cappelle sono ancora punteggiate di bianco. «Non esagerare con questi», mi ha avvertito il tale che me li ha venduti. Scrollo le spalle e me ne ficco in bocca un altro paio. Il gusto di terriccio e muffa mi esplode sotto ai denti, tracanno una sorsata di vodka che tengo nella fiaschetta di rame. Ho l’impressione che i sanpietrini si stiano deformando sotto ai miei piedi e che ondeggino come una distesa d’acqua.&#xA;&#xA;Una mano mi batte sulla spalla; il cuore mi balza nel petto e la fiaschetta ruzzola giù per la discesa in una cacofonia metallica.&#xA;&#xA; «Perché te ne stai tutto solo? È una notte di festa, è carnevale!» Un giovane uomo, di una bellezza ultraterrena, mi osserva. Indossa un sorriso spettrale, che nessuna maschera saprebbe eguagliare.&#xA;&#xA;«E tu chi saresti?» Ho la lingua allappata, temo mi si appiccichi al palato come caramello fuso.&#xA;&#xA;«Chiamami pure il “re”!» L’interlocutore strizza l’occhio e mi invita a seguirlo. Le lunghe dita affusolate avviluppano il mio avambraccio saldamente.&#xA;&#xA;«Raggiungiamo gli altri, vieni.» Lo seguo lungo la strada affollata, serpeggiando tra le case, i cui muri tentano meschini di intrappolarmi. Trattengo il respiro per il terrore.&#xA;&#xA;Scorgo un’altra volta il vecchio Karl, attorniato da un gruppo di anziani. Lo saluto ancora e lui si limita a indicarmi, suscitando l&#39;attenzione dei suoi compagni che si voltano a fissarmi. Rabbrividisco.&#xA;&#xA;Il re mi conduce alla piazza del mercato, illuminata d’oro da bracieri scoppiettanti. «Uniamoci alle danze», mi esorta. Una musica incalzante rimbomba per tutta la piazza, e le note echeggiano contro le pareti di pietra degli edifici. I portici risucchiano i suoni e li scaraventano nelle vie che si congiungono in piazza. I tamburi scandiscono il ritmo di melodie selvagge, mentre i corni liberano note solenni che sembrano insinuarsi sottopelle.&#xA;&#xA;Numerose persone danzano senza sosta, tra salti, giravolte e passi tripudianti. Creature terrificanti, sulle cui maschere si riflettono le fiamme dei bracieri. Diavoli e diavolesse danzano in cerchio, le braccia sollevate verso il manto oscuro, privo di stelle. Gelide mani afferrano le mie e mi guidano in un vortice danzante, che si allarga e si stringe a ritmo di tamburi risonanti. Dal lato opposto del cerchio, il re mi rivolge un sorriso. «Balla, ragazzo, balla!» Grida al di sopra del baccano. «Balla come se fosse la tua ultima notte!»&#xA;&#xA;Volteggiamo, una, due, cento volte e sono ebbro di gioia e di frastuono. Una diavolessa mi offre una coppa di vino e una strega mi rovescia in bocca un liquore alle erbe amarognolo.&#xA;&#xA;«È meraviglioso!» Corro verso il re, incespicando sui miei stessi piedi indolenziti. I muscoli delle gambe si ammosciano per la stanchezza.&#xA;&#xA;«Sono felice che tu ti sia unito a noi.» Mi stringe in un abbraccio vigoroso. Affondo il viso tra i suoi lunghi e setosi capelli, ma la maschera mi impedisce di coglierne il profumo.&#xA;&#xA;Solo allora mi accorgo che il cielo ha assunto la tonalità violetta.&#xA;&#xA;«Tra poco il sole sorgerà e il carnevale giungerà alla fine. Dobbiamo spostarci verso la foresta», mi comunica il mio nuovo amico. Batte le mani e la sua gente inizia a defluire per le vie, scortati dall&#39;incessante ritmo di corni e tamburi.&#xA;&#xA;Mentre seguo i celebranti verso la foresta, percepisco una voragine allo stomaco, e ingurgito gli ultimi funghi.&#xA;&#xA;Scorgo il margine della fitta foresta e avvolgo le dita attorno alla mano del re. «Ti prego», lo supplico, «continuiamo a festeggiare!» Lui annuisce e il suo volto si illumina.&#xA;&#xA;D’un tratto, una bambina si ferma davanti a me e mi osserva sbigottita. Strattona la gonna della madre. «Mamma? Quest’uomo parla e danza da solo?»&#xA;&#xA;«Sarà l’ennesimo ubriacone che ha esagerato a far baldoria», afferra la mano della figlioletta e lancia un’occhiata impaurita alle mie spalle, «oppure, chissà, danza con gli spiriti!»&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Sara Lepore, astigiana dal 1991, laureata in Comunicazione Internazionale per il Turismo e aspirante docente d&#39;inglese. Appassionata di viaggi e lingue straniere, mi perdo tra le pagine di romanzi fantasy e racconti di fantascienza e horror. La mia ossessione per i castelli e la vita medievale si traduce in un costante desiderio di esplorare luoghi che raccontano storie passate. Quando non mi immergo nella lettura e la scrittura guardo serie TV, anime e film mind-blowing. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Salve creature e benvenute al racconto del mese.
Prima di passare alla parte gustosa, voglio ricordarvi che dal 1. dicembre riparte il favoloso calendario dell’avvento weird dello Scartafaccio.
24 racconti da tutti gli angoli del fantastico. Ci sono ancora posti disponibili, quindi se avete 1’000 battute che vi avanzano, mandatemele direttamente per <a href="https://www.instagram.com/scarta_faccio" rel="nofollow">DM su Instagram</a>.</p>

<p>Ma ora spazio al racconto del mese.</p>

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<h3 id="la-danza-selvaggia-di-sara-lepore" id="la-danza-selvaggia-di-sara-lepore">La danza selvaggia, di Sara Lepore</h3>

<p>Esseri celati dietro a maschere mostruose risalgono la via maestra, tra risate, schiamazzi e il tintinnio inquietante dei campanacci. Vengo travolto da quella folla di lupi, orsi, caproni e creature dalle fattezze spaventose. Anche io ho una maschera, ma non ricordo di averla indossata. So solo che il respiro caldo mi rimbalza sulle guance e si lascia dietro uno strato umidiccio.</p>



<p>Senza rendermene conto mi ritrovo a camminare tra la nebbia e scorgo il vecchio Karl, fermo immobile ad un angolo.</p>

<p>«Karl! Non mi aspettavo di vederti!» L’anziano sgrana gli occhi e mi sorride di rimando, visibilmente meravigliato. Il suo incarnato è pallido come la luna.</p>

<p> «Nemmeno io me lo aspettavo!»</p>

<p>Stelline nere sbocciano davanti ai miei occhi e cerco di acchiapparle, ma ondeggio sulle gambe malferme. Mi gratto la nuca, confuso. «Credevo fossi morto il mese scorso!» Scoppio a ridere, ma  Karl mi rivolge un cenno del capo e si infila lesto in una stretta viuzza, inghiottito dalle tenebre.</p>

<p>Incerto, riprendo la mia marcia controcorrente, ma non ricordo più dove ero diretto. Infilo la mano nella tasca del cappotto ed estraggo un involto di carta cerata: contiene funghi ambrati, scuriti dall’essiccazione. Le sghembe cappelle sono ancora punteggiate di bianco. «Non esagerare con questi», mi ha avvertito il tale che me li ha venduti. Scrollo le spalle e me ne ficco in bocca un altro paio. Il gusto di terriccio e muffa mi esplode sotto ai denti, tracanno una sorsata di vodka che tengo nella fiaschetta di rame. Ho l’impressione che i sanpietrini si stiano deformando sotto ai miei piedi e che ondeggino come una distesa d’acqua.</p>

<p>Una mano mi batte sulla spalla; il cuore mi balza nel petto e la fiaschetta ruzzola giù per la discesa in una cacofonia metallica.</p>

<p> «Perché te ne stai tutto solo? È una notte di festa, è carnevale!» Un giovane uomo, di una bellezza ultraterrena, mi osserva. Indossa un sorriso spettrale, che nessuna maschera saprebbe eguagliare.</p>

<p>«E tu chi saresti?» Ho la lingua allappata, temo mi si appiccichi al palato come caramello fuso.</p>

<p>«Chiamami pure il “re”!» L’interlocutore strizza l’occhio e mi invita a seguirlo. Le lunghe dita affusolate avviluppano il mio avambraccio saldamente.</p>

<p>«Raggiungiamo gli altri, vieni.» Lo seguo lungo la strada affollata, serpeggiando tra le case, i cui muri tentano meschini di intrappolarmi. Trattengo il respiro per il terrore.</p>

<p>Scorgo un’altra volta il vecchio Karl, attorniato da un gruppo di anziani. Lo saluto ancora e lui si limita a indicarmi, suscitando l&#39;attenzione dei suoi compagni che si voltano a fissarmi. Rabbrividisco.</p>

<p>Il re mi conduce alla piazza del mercato, illuminata d’oro da bracieri scoppiettanti. «Uniamoci alle danze», mi esorta. Una musica incalzante rimbomba per tutta la piazza, e le note echeggiano contro le pareti di pietra degli edifici. I portici risucchiano i suoni e li scaraventano nelle vie che si congiungono in piazza. I tamburi scandiscono il ritmo di melodie selvagge, mentre i corni liberano note solenni che sembrano insinuarsi sottopelle.</p>

<p>Numerose persone danzano senza sosta, tra salti, giravolte e passi tripudianti. Creature terrificanti, sulle cui maschere si riflettono le fiamme dei bracieri. Diavoli e diavolesse danzano in cerchio, le braccia sollevate verso il manto oscuro, privo di stelle. Gelide mani afferrano le mie e mi guidano in un vortice danzante, che si allarga e si stringe a ritmo di tamburi risonanti. Dal lato opposto del cerchio, il re mi rivolge un sorriso. «Balla, ragazzo, balla!» Grida al di sopra del baccano. «Balla come se fosse la tua ultima notte!»</p>

<p>Volteggiamo, una, due, cento volte e sono ebbro di gioia e di frastuono. Una diavolessa mi offre una coppa di vino e una strega mi rovescia in bocca un liquore alle erbe amarognolo.</p>

<p>«È meraviglioso!» Corro verso il re, incespicando sui miei stessi piedi indolenziti. I muscoli delle gambe si ammosciano per la stanchezza.</p>

<p>«Sono felice che tu ti sia unito a noi.» Mi stringe in un abbraccio vigoroso. Affondo il viso tra i suoi lunghi e setosi capelli, ma la maschera mi impedisce di coglierne il profumo.</p>

<p>Solo allora mi accorgo che il cielo ha assunto la tonalità violetta.</p>

<p>«Tra poco il sole sorgerà e il carnevale giungerà alla fine. Dobbiamo spostarci verso la foresta», mi comunica il mio nuovo amico. Batte le mani e la sua gente inizia a defluire per le vie, scortati dall&#39;incessante ritmo di corni e tamburi.</p>

<p>Mentre seguo i celebranti verso la foresta, percepisco una voragine allo stomaco, e ingurgito gli ultimi funghi.</p>

<p>Scorgo il margine della fitta foresta e avvolgo le dita attorno alla mano del re. «Ti prego», lo supplico, «continuiamo a festeggiare!» Lui annuisce e il suo volto si illumina.</p>

<p>D’un tratto, una bambina si ferma davanti a me e mi osserva sbigottita. Strattona la gonna della madre. «Mamma? Quest’uomo parla e danza da solo?»</p>

<p>«Sarà l’ennesimo ubriacone che ha esagerato a far baldoria», afferra la mano della figlioletta e lancia un’occhiata impaurita alle mie spalle, «oppure, chissà, danza con gli spiriti!»</p>

<hr/>

<p><strong>Sara Lepore</strong>, astigiana dal 1991, laureata in Comunicazione Internazionale per il Turismo e aspirante docente d&#39;inglese. Appassionata di viaggi e lingue straniere, mi perdo tra le pagine di romanzi fantasy e racconti di fantascienza e horror. La mia ossessione per i castelli e la vita medievale si traduce in un costante desiderio di esplorare luoghi che raccontano storie passate. Quando non mi immergo nella lettura e la scrittura guardo serie TV, anime e film mind-blowing. </p>
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      <pubDate>Wed, 29 Nov 2023 21:06:00 +0000</pubDate>
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